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NORMATIVA

AVCPASS, l'obbligo della Pec slitta al 30 giugno 2014

di Paola Mammarella

Ance e Anci: l'obbligo metterebbe a rischio e i programmi 6000 Campanili, Piano Città e sicurezza del territorio

Vedi Aggiornamento del 12/03/2015
23/01/2014 - È slittato al 30 giugno 2014 l’avvio obbligatorio del sistema AVCPASS. Viste le difficoltà segnalate dagli operatori del settore, l’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici consentirà alle Stazioni Appaltanti di utilizzare, fino a questa data, la posta elettronica ordinaria invece della PEC.
 
L’Authority ha comunque stabilito che le Stazioni Appaltanti sono comunque tenute a garantire che le caselle di posta elettronica ordinaria utilizzate siano esclusivamente individuali, rilasciate nell’ambito del dominio istituzionale dell’Amministrazione e ad accesso esclusivo del soggetto intestatario, nonché a fornire al personale operante in qualità di incaricato del trattamento dei dati le necessarie istruzioni circa il corretto utilizzo delle credenziali di accesso .
 
La proroga è arrivata dopo le richieste degli operatori del settore. Nei giorni scorsi Ance, Associazione nazionale costruttori edili, e Anci, Associazione nazionale comuni italiani, avevano infatti inviato una lettera al Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, chiedendo di differire almeno di un anno l’entrata in vigore dell’obbligo. In caso contrario, secondo le associazioni, i programmi infrastrutturali promossi dal Governo, come 6000 Campanili, Piano Città e gli interventi di messa in sicurezza del territorio, sarebbero stati a rischio paralisi.
 
Ricordiamo che il sistema AVCPASS, che doveva entrare in vigore dal 1° gennaio 2014, impone la registrazione al sistema per la verifica dei requisiti delle imprese che intendono partecipare alle gare d’appalto. Oltre a questo, per i Comuni con meno di 5 mila abitanti è obbligatorio l’uso della Centrale unica di committenza.

Al momento, lamentano i Comuni e le imprese edili, si sono registrate poche decine di Stazioni Appaltanti. Ma non solo, perché secondo le due associazioni ci sarebbero difficoltà legate all’interpretazione normativa e ad aspetti organizzativi.

Oltre alla proroga di un anno, Ance e Anci hanno inoltre chiesto il ripristino delle agevolazioni fiscali sui programmi di edilizia residenziale.


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