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LAVORI PUBBLICI Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
NORMATIVA

Pompe di calore, sì al 65% se non coesistono con impianti a gas

di Paola Mammarella

Enea: il metodo di riscaldamento dell’immobile deve essere sostituito e non integrato

Vedi Aggiornamento del 23/07/2014
Commenti 33254
17/01/2014 – Usufruisce della detrazione del 65% la sostituzione integrale o parziale degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore a condizione che l’intervento non costituisca un’integrazione ad un impianto già esistente.
 
Con le spiegazioni fornite nelle nuove faqdall’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, è stato quindi affermato che, per accedere ai bonus fiscali, l’impianto di riscaldamento a gas non può continuare a coesistere con quello a pompa di calore ad alta efficienza o con quelli geotermici a bassa entalpia.
 
In sostanza, chi decide di installare un condizionatore che abbia anche la funzione di pompa di calore può farsi rimborsare il 65% delle spese (sotto forma di detrazioni Irpef da spalmare in dieci anni) solo se cambia totalmente il metodo di riscaldamento dell’immobile, eliminando termosifoni e vecchia caldaia a gas.
 
Diverso è il caso in cui in un appartamento, riscaldato con un impianto a pompa di calore, si sostituisca una unità esterna di condizionamento con un’altra più efficiente. In questa situazione, l’Enea ha affermato che l’intervento può usufruire della detrazione fiscale.
 
Secondo l’Enea, infatti, ai sensi del DM 19 febbraio 2007 sono agevolabili gli interventi di sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, con impianti a
pompa di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.
 
Dato che dopo l’installazione del nuovo generatore bisogna verificare e mettere a punto il sistema di distribuzione, a detta dell’Enea per usufruire degli incentivi l’intervento deve necessariamente comportare la sostituzione del generatore di calore e può poi comprendere anche altre opere sulla rete di distribuzione e sui corpi di emisione.
 
Dal momento che non esiste una definizione specifica del termine “sostituzione parziale”, dopo un consulto con il Ministero dello Sviluppo Economico l’Enea ha stabilito che ogni unità esterna dell’impianto può essere assimilata al generatore di calore. Ne consegue che la sostituzione di una unità esterna rientra tra gli interventi agevolabili.
 
Nell’affermare questo principio, l’Enea ha nuovamente ribadito che non possono coesistere due differenti sistemi di riscaldamento. L’impianto a pompa di calore deve cioè assolvere esclusivamente alla climatizzazione invernale dell’appartamento.

Ricordiamo che con la Legge di Stabilità il bonus del 65% è stato prorogato per il 2014, mentre diminuirà al 50% nel 2015 e ornerà al 36% dal 2016. Scarica la guida al 65% di Edilportale

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Altri commenti
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fabian

chiedo un consiglio riguardo alle detrazioni/ecobonus o riqualificazione per la costruzione di un nuovo edificio frutto di un ampliamento da un edificio già esistente. Mi pare di aver capito che per il mio caso non esistono alcun tipo di incentivi....

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Ilario Bonomi

Attenzione, è opportuno fare chiarezza. Già la risoluzione 458/E del 01/12/2008 precisava come non fossero ammesse agli incentivi della Finanziaria (allora) o dell'Ecobonus (oggi) gli impianti in cui le pompe di calore fossero state installate in sostituzione solo parziale dell'impianto di riscaldamento esistente. Questo semplicemente perché nel testo di legge, nel paragrafo che parlava delle pompe di calore, alla parola sostituzione non si accompagnava la specificazione "anche parziale", presente invece per le caldaie. Questa interpretazione risulta in apparente contrasto con l'obiettivo della norma che è quello di incentivare interventi volti a conseguire una maggiore efficienza energetica (e l'installazione di pompe di calore in luogo di caldaie va certamente in questa direzione). Tecnicamente lo scopo è anche quello di evitare di incentivare l'installazione di condizionatori "spacciati" per pompe di calore, senza che intervengano sull'impianto di riscaldamento. Quindi sicuramente un impianto riqualificato con pompe di calore a gas (e non per forza solo elettriche) può senz'altro beneficiare dell'incentivazione, ma sicuramente non potrà beneficiarne un impianto risultante da una sostituzione solo parziale dell'impianto di riscaldamento esistente con pompe di calore.