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Rischio condono edilizio con il Dl Imu-Bankitalia e il ddl Falanga

di Paola Mammarella

Legambiente critica sulle norme che consentono di ritardare le demolizioni e sanare gli abusi degli immobili pubblici alienabili

Vedi Aggiornamento del 02/08/2016
Commenti 19192
27/01/2014 – Le norme sulla sanatoria degli abusi edilizi si fanno strada sia alla Camera che al Senato. Venerdì il ddl Imu-Bankitalia, che permette la regolarizzazione degli abusi presenti negli immobili pubblici alienabili, ha ottenuto la fiducia dalla Camera e diventerà legge questa settimana. Nei giorni scorsi, inoltre, il Senato ha approvato il ddl Falanga, che introducendo una lista di priorità cui rifarsi prima di demolire gli immobili abusivi, rischia di fatto di bloccare le ruspe.
 
Vediamo in dettaglio cosa prevedono le due norme.
 
Il ddl Imu-Bankitalia, concede margini di sanatoria agli immobili pubblici alienabili. La norma mira a favorire la vendita degli immobili pubblici per obiettivi di finanza pubblica, ma anche per prevenire le nuove urbanizzazioni e limitare il consumo di suolo.
 
In quest’ottica, il ddl concede a chi acquista l’immobile pubblico un anno di tempo per inoltrare le domande di sanatoria relative alla presenza di eventuali opere realizzate senza autorizzazione. Ciò significa che i privati che acquisteranno dallo Stato un immobile con degli abusi avranno un anno di tempo per chiederne la regolarizzazione.
 
Il ddl Falanga, che sta per approdare alla Camera dopo l’approvazione del Senato, condiziona le demolizioni degli edifici realizzati illegittimamente al rispetto di una lista di priorità.
 
In sostanza, il disegno di legge si propone di risolvere la particolare situazione della Campania. Con questo obiettivo separa gli abusi edilizi effettuati a fini speculativi da quelli che, pur violando le norme urbanistiche, rispondono alle esigenze abitative di nuclei familiari spesso indigenti e dà un ordine di priorità alle ordinanze di demolizione.
 
Se le novità dovessero essere confermate anche dalla Camera, saranno demoliti prima gli immobili pericolanti o usati dalla criminalità organizzata e solo in un secondo momento si passerebbe ai piccoli abusi, commessi a volte per rendere più vivibili gli edifici.

I contenuti delle due norme hanno da subito destato le proteste di Legambiente. Secondo il presidente, Vittorio Cogliati Dezza, è “assurdo promuovere norme a sostegno dell’illegalità visto che l’abusivismo devasta il Paese e mette a rischio la popolazione”.
 
Nella nota diramata venerdì scorso, l’associazione ambientalista ha sottolineato che l’abusivismo edilizio rappresenta un business della criminalità organizzata ed è responsabile di tragedie perchè contribuisce ad aggravare i danni e i pericoli causati dal maltempo e dal dissesto idrogeologico.
 
Per questi motivi Legambiente ha esortato la Camera a respingere le misure approvate col ddl Falanga.

L'appello è stato raccolto dal presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che ha annunciato che "se il Ddl Falanga indebolisce la lotta all'abusivismo edilizio, alla Camera non passerà mai".


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Altri commenti
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luca

Date la possibilità di effettuare il cambio di destinazione d'uso a quei locali tipo locali di sgombero e garage non vincolati utilizzati come abitazione. Perchè far vivere queste famiglie, che sono tante, nell'illegalità se vogliono regolarizzare la propria situazione? Queste famiglie non possono permettersi un'altra casa.Inoltre porterebbero notevoli risorse nelle casse dello stato.

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luca

Bisognerebbe dare la possibilità di sanare l'utilizzo improprio di locali di sgombero e garage non vincolati. Coloro che utilizzano detti locali come civile abitazione lo fanno per esigenza di famiglia e non per speculazione. Inoltre, dando a costoro la possibilità di regolarizzare l'uso di detti locali come civile abitazione, si apporterebbe un forte gettito economico nelle casse dello stato