Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
LAVORI PUBBLICI Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
NORMATIVA

Semplificazioni in edilizia, sono davvero efficaci?

di Paola Mammarella

Ordine Architetti Bologna: finora solo riduzione dei tempi ma anche spostamento di oneri sui cittadini

Vedi Aggiornamento del 16/04/2014
Commenti 14724
08/01/2014 – Chi trae davvero vantaggio dalle semplificazioni normative nel settore edile? Se lo chiede l’Ordine degli architetti di Bologna, che traccia un quadro sugli ultimi interventi legislativi.
 
Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’ordine, Stefano Pantaleoni, quando il legislatore annuncia una semplificazione, in realtà non fa altro che spostare sul cittadino oneri, adempimenti e responsabilità che prima ricadevano sull’amministrazione.
 
In molti casi, sostengono gli architetti bolognesi, gli interventi consistono in una riduzione dei tempi dei procedimenti, anche se quasi sempre non sono previste sanzioni per le Amministrazioni inadempienti.
 
Le semplificazioni finora adottate, sostiene Pantaleoni, riducono i controlli preventivi delle Amministrazioni, facendo assumere al cittadino la responsabilità del rispetto delle leggi vigenti.
 
Dato che la semplificazione consiste nel trasferimento di responsabilità dall’atto rilasciato all’atto asseverato, sarebbe indispensabile che ci fosse la certezza delle norme. In Italia invece, lamenta l'Ordine, il quadro normativo è largamente incoerente, contraddittorio e sempre interpretabile. Con la riforma del Titolo V della Costituzione, a detta di Pantaleoni, si è inoltre creata una indeterminatezza nelle gerarchie legislative.
 
Per semplificare davvero, conclude il presidente, bisognerebbe quindi ridurre drasticamente il numero delle norme esistenti, migliorandone la qualità, ma anche far diminuire e coordinare i soggetti con potere legiferante.


Segui la nostra redazione anche su Facebook e Twitter
 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
arch. A.P.

sicuri che la responsabilità passa solo al cittadino? chi assevera siamo noi professionisti, siamo noi che ci becchiamo il penale!!! altro che canna fumaria, è diventato rischioso presentare anche una pratica per ordinaria manutenzione. per i tecnici delle P.A. comunali o statali che siano, il professionista è quasi sempre un incompetente o un truffaldino ed infatti nelle istruttorie fanno il processo alle intenzioni. semplificare significa quanto meno avere un Regolamento edilizio redatto di pochi chiari e specifici articoli e non interpretabile in ogni paragrafo (vedi i molteplici pareri interni che si scrivono le P.A. solo a propria tutela). come architetto progettista sono costretto a passare più tempo a studiare il mastodontico apparato burocratico amministrativo continuamente in evoluzione per cercare di dormire sonni tranquilli (ormai non più), che dedicarmi ad approfondire tecniche costruttive e materiali innovativi come fanno i miei amici e colleghi europei. Evidentemente l'errore è mio che continuo a rimanere in questo Paese sempre più allo sbando! che tristezza!

thumb profile
mau

Semplificare significa ridurre gli adempimenti, se invece questi aumentano invece si vuole complicare. Spostare i controlli dal prima al dopo aumenta sia le responsabilità (di privati, professionisti liberi e della PA) sia il numero di adempimenti, perchè costringe ad un primo rilascio di atti al momento della presentazione (semplice deposito), successivamente la pratica si deve istruire e quindi gli adempimenti sono quelli ante semplificazione, dopo se qualcosa non va si inizia un contenzioso, spesso anche penale con aumento esponenziale del tempo dedicato. Insomma, o si ritiene di delegare ai liberi professionisti la verifica della corrispondenza alle norme tecniche, giuridiche e amministrative e allora non è necessario alcun controllo oppure è solo aumento dei tempi e complicazione anche delle procedure più semplici. L'unico vantaggio apparente è che si comincia subito, ma basta una pratica storta che questo vantaggio verrà maledetto 1000 volte. Si aumentino a 6 e a 4 gli anni universitari di magistrale e triennale e si faccia un intero anno solo ed esclusivamente di diritto amministrativo, diritto civile, norme tecniche e legislazione. Poi si lasci ai liberi professionisti l'autocertificazione non soggetta a controllo se non in caso di crollo, incendio, esposti del vicino, denunce varie. Un anno di diritto amministrativo, e normativa varia è obbligatorio perchè, sperando con questo di non attirarmi gli insulti di alcuni noti commentatori, il più delle volte i tecnici "puri" non capiscono neanche le osservazioni che vengono loro fatte.

thumb profile
ANDREA DI FILIPPO

SEMPLIFICARE E' UNA COSA COMPLICATA