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NORMATIVA

Tasi, il Governo annuncia aumenti delle aliquote

di Paola Mammarella

L'incremento della Tassa sui servizi indivisibili sarà compreso tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille

Vedi Aggiornamento del 12/12/2014
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09/01/2014 – Potrebbe salire tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille l’aliquota massima della Tasi per il 2014. L’aumento, sollecitato dai Comuni, che dopo l’abolizione dell’Imu lamentano la mancanza di coperture, apporterebbe una modifica alla Legge di Stabilità appena approvata, che per quest’anno ha invece fissato il tetto dell’imposta al 2,5 per mille.
 
Le ipotesi sul tavolo
Al momento la Legge di Stabilità stabilisce che nel 2014, partendo da un’aliquota base dell’1 per mille, le abitazioni principali possono arrivare a pagare la Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) con un’aliquota al 2,5 per mille, mentre sulle altre tipologie di immobili il tetto è fissato al 10,6 per mille.
 
Come annunciato dal Governo, sarà data ai Comuni la possibilità di incrementare le aliquote complessivamente tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille e di decidere come spalmare gli aumenti sui diversi immobili. Si potrebbe ad esempio arrivare ad una aliquota massima del 3,3 per mille sulle abitazioni principali, lasciando al 10,6 quella sugli altri immobili. I sindaci potrebbero invece decidere di lasciare al 2,5 la tassazione sulle prime case e di aumentare all'11,4 quella sugli altri immobili. Ma si potrebbe anche optare per situazioni intermedie.

Secondo le ipotesi circolate nelle scorse ore, i rincari servirebbero a finanziare la reintroduzione delle detrazioni di 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico, fino ad un massimo di 400 euro a famiglia.
 
Se queste novità dovessero essere introdotte, il pagamento della prima rata della Tasi, previsto per il 16 gennaio, potrebbe anche slittare a giugno, mentre a dicembre si pagherebbe il conguaglio finale.
 
Cos’è la Tasi
A prescindere dagli aumenti di aliquota, ricordiamo che la Tasi è una delle componenti della Iuc, imposta unica comunale. La Tasi deve essere pagata sia dal possessore sia dall’utilizzatore dell’immobile, quindi vengono coinvolti anche gli inquilini, che verseranno però un importo oscillante tra il 10% e il 30% del totale a seconda delle decisioni prese dai Comuni.

Per il momento, eventuali sconti possono essere decisi dai Comuni in base al grado di utilizzazione dei servizi comunali. Potrà pagare meno chi soggiorna nell’abitazione (ad esempio casa al mare) solo pochi mesi all’anno, chi risiede all’estero per più di sei mesi o chi abita da solo.
 
La Iuc si compone inoltre della Tari e dell’Imu.  LaTari (Tributo per la raccolta dei rifiuti) deve essere pagata da chi possiede o detiene locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani, a prescindere dall’uso cui sono adibiti, e può essere diminuita in caso di utilizzo discontinuo dell’immobile o di abitazioni con un solo occupante.
 
L’Imu, imposta municipale propria, continua a dover essere pagata sugli immobili diversi dall’abitazione principale.

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