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NORMATIVA

Tasi, la Uil stima aumenti per le prime case rispetto all’Imu

di Paola Mammarella

Cinque ipotesi sintetizzano i differenti modi in cui potrebbe essere spalmato l’aumento delle aliquote

Vedi Aggiornamento del 20/10/2015
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15/01/2013 – In vista dell’emendamento sulla Tasi, che dovrebbe consentire ai Comuni di elevare le aliquote tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille per trovare i fondi da destinare alle detrazioni, la Uil chiede al Governo un indirizzo chiaro e delinea cinque ipotesi che potrebbero verificarsi con l’entrata a regime della nuova imposta.
 
Gli scenari prendono in considerazione differenti modi in cui potrebbe essere spalmato l’aumento e stimano l’importo dell’imposta a seconda che sia o meno applicata la detrazione media di 88 euro.
 
Prime case al 2,5 per mille e atri immobili all’11,4
Nel primo scenario ipotizzato dalla Uil, le prime case pagano un’imposta al 2,5 per mille, cioè il massimo consentito dalla Legge di Stabilità per il 2014, mentre sugli altri immobili l’aliquota è all’11,4 per mille, vale a dire il massimo del 10,6 per mille previsto dalla Legge di Stabilità più la maggiorazione dello 0,8 per mille che dovrebbe essere introdotta dall’Esecutivo.
 
In questo caso, con le detrazioni la Tasi sulla prima casa ammonterebbe in media a 110 euro. Senza detrazioni si pagherebbe invece 198 euro. Facendo delle proiezioni a livello territoriale, a Torino la Tasi peserebbe 248 euro (402 euro senza detrazioni); a Bologna 255 euro (411 euro senza detrazioni); a Roma 242 euro (393 euro senza detrazioni).
 
Per le seconde case si passerebbe dagli 837 euro di Imu pagata nel 2013 a un'Imu più Tasi di 901 euro. Ci sarebbe un aumento del 7,6%, con punte di 1.870 euro a Bologna, 1.835 euro a Torino e 1.790 euro a Roma.
 
Prime case al 2,6 per mille e atri immobili all’11,3
Nel secondo scenario gli aumenti delle aliquote sono spalmati in modo diverso. Lo 0,1 per mille colpisce le abitazioni principali, che arrivano quindi a pagare l’imposta al 2,6 per mille, mentre seconde case e altri immobili subiscono una maggiorazione dello 0,7 per mille, arrivando all’11,3.
 
In questo modo per la prima casa si pagherebbero mediamente 117 euro con le detrazioni e 205 euro senza. Nello specifico, la Tasi  a Milano ammonterebbe a 233 euro (372 euro senza detrazioni); a Roma  a 257 euro (408 euro senza detrazioni); a Torino a 265 euro (419 euro senza detrazioni); a Bologna a 270 euro medi con detrazioni (426 euro senza detrazioni). 
 
Sulle seconde case ci sarebbe un aggravio del 6,7% rispetto all’Imu del 2013, passando da un esborso di 837 euro a 885 euro. A pagare di più sarebbero Milano con 1.602 euro, Roma con 1.758 euro, Torino con 1.803 euro e Bologna con 1.837 euro,  . 
 
Prime case al 2,7 per mille e atri immobili all’11,2
La quarta ipotesi applica alle prime case un’aliquota al 2,7 per mille, cioè maggiorata dello 0,2 per mille, e agli immobili diversi un’imposta all’11,2 per mille, con una maggiorazione dello 0,6 per mille.
 
Sulle prime case il costo medio della Tasi sarebbe di 125 euro con le detrazioni e 213 euro senza. A Roma si pagherebbero 273 euro (424 euro senza detrazioni); a Torino 281 euro con detrazioni (435 euro senza detrazioni), a Bologna 287 euro con detrazioni (443 euro senza detrazioni).
 
Sugli immobili diversi da prima casa si registrerebbe un aggravio del 5,6%, in quanto si pagherebbero 885 euro tra Tasi e Imu a fronte degli 837 euro pagati nel 2013, con punte di 1.602 euro a Milano,1.758 euro a Roma, 1.803 euro a Torino e 1.837 euro a Bologna.
 
Prime case al 2,9 per mille e atri immobili all’11
Applicando la maggiorazione dello 0,4 per mille sia sulle prime che sulle seconde case, la Tasi sulle abitazioni principali ammonterebbe in media a 141 euro in presenza di detrazioni e a 229 euro se invece le detrazioni non fossero previste. I livelli più alti si registrerebbero a Milano (276 euro  o 415 euro senza detrazioni), Roma (304 euro o 455 euro senza detrazioni), Torino (313 euro  o 467 euro senza detrazioni) e Bologna (320 euro o  476 euro senza).  
 
Prime case al 3,3 per mille e atri immobili al 10,6
Nell’ultimo scenario la Uil ipotizza che le maggiorazioni si scarichino per intero sulla prima casa, che pagherebbe un’imposta al 3,3 per mille, pari mediamente a 261 euro o a 173 euro in presenza di detrazioni.
 
In questo caso, anche in presenza delle detrazioni, la Tasi risulterebbe più alta dell’Imu in tre città. Si tratta di Milano, dove la Tasi supererebbe l’Imu di 41 euro, Bari, dove si pagherebbero 51 euro in più, e Bologna, che subirebbe una maggiorazione di 64 euro.
 
Secondo il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy, gli scenari tracciati rappresentano solo un’eventualità perché tutto dipenderà dalle scelte dei Comuni.

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