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PROFESSIONE

Fino al 30 giugno POS obbligatorio per chi fattura più di 200mila euro

di Rossella Calabrese

Imprese e professionisti devono accettare pagamenti oltre 30 euro effettuati con carte di debito. Il Consiglio Nazionale Architetti ricorrerà al Tar

Vedi Aggiornamento del 18/03/2014
Commenti 8576
28/01/2014 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 24 gennaio 2014 che disciplina l’obbligo per imprese e professionisti di accettare pagamenti mediante POS.
 
L’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro disposti a favore di imprese e professionisti per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.
 
Fino al 30 giugno 2014 l’obbligo riguarda soltanto le imprese e i professionisti che, nell’anno precedente a quello in cui è effettuato il pagamento, hanno fatturato più di 200mila euro.
 
Un successivo decreto, che sarà emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore di questo, potrà modificare i limiti minimi di importi e fatturato e potrà estendere l’obbligo ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici, anche mobili.
 
Sono dunque confermate le soglie rese note la scorsa settimana dal Ministero dello Sviluppo Economico, intervenuto per smentire i contenuti di una bozza di decreto circolata nei giorni precedenti, che conteneva dati differenti.
 
Il DM 24 gennaio 2014 entrerà in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

“Con questo provvedimento - ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato - si dà ulteriore attuazione ai programmi dell’Agenda Digitale, favorendo i consumatori nei loro acquisti attraverso una più ampia diffusione della moneta elettronica  e garantendo maggiore tracciabilità per le transazioni con imprese e professionisti”.

LE REAZIONI
La lettura del testo del decreto pubblicato in Gazzetta ha mandato su tutte le furie i rappresentanti dei professionisti che lamentano le modifiche che hanno stravolto l’impianto al quale, nelle scorse settimane, avevano dato il loro via libera.
 
Intanto - sottolineano in una nota - la soglia di applicazione è stata abbassata da 300 mila a 200 mila euro di fatturato. Ma soprattutto nel testo finale è stato deciso di considerare anche il fatturato derivante da transazioni con imprese, professionisti e Pubblica Amministrazione. I professionisti, invece, si erano battuti per considerare il solo fatturato generato da servizi rivolti ai consumatori finali.
 
“Una decisione sconcertante!” protesta Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche. “Il Governo ha deciso di fare un ulteriore regalo alle banche italiane che, evidentemente, rappresentano una lobby che niente e nessuno può scalfire. A tutto danno, in questo caso, dei professionisti italiani. Denunciamo la grave contraddittorietà del provvedimento. Il Ministero dello Sviluppo Economico afferma che si voleva favorire il consumatore finale ma poi il decreto estende l’obbligo all’uso del POS anche a quei professionisti il cui fatturato deriva nella quasi totalità dai servizi resi ad aziende, alla PA o ad altri professionisti”.
 
“Il Consiglio Nazionale degli Architetti ricorrerà al TAR e all’Autorità Garante per la Concorrenza - che non ci risulta essere stata mai interpellata sulla vicenda - contro il Decreto che rende obbligatorio l’utilizzo del POS per i professionisti”. Lo annuncia lo stesso Cnappc in una nota. “È evidente a tutti che questa imposizione stupidamente vessatoria, favorisce il sistema bancario e non porta alcun vantaggio alla comunità dei cittadini. Tanto più che nel Decreto pubblicato in Gazzetta, lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico si riserva, tra l’altro, di modificare gli importi minimi e le soglie che lo rendono obbligatorio ponendo, di fatto, le premesse per ri-applicarlo a tutti”.
 
“Nel frattempo attendiamo fiduciosi che la Banca d’Italia, parte attiva nella stesura del Decreto, scopra l’esistenza del bonifico bancario e intuisca, oltre che l’ingiustizia, la scelleratezza di continuare a far pagare a professionisti e imprese il costo di una crisi che ha avuto origine proprio dal sistema bancario. Siamo pronti ad andare fino alla Corte Costituzionale - sottolinea Leopoldo Freyrie, Presidente degli architetti italiani - per una evidente limitazione della libertà del cittadino. Da parte mia segnalo fin da ora alle Autorità che non intendo installare e non installerò il POS nel mio studio professionale.”

“Ci preoccupa molto” afferma Andrea Sisti, Segretario della Rete delle Professioni Tecniche, “quello che potrà avvenire dopo il 30 giugno. Se non interverrà un nuovo decreto con indicazioni di senso contrario, l’obbligo all’uso del POS sarà esteso indistintamente a tutti i professionisti, indipendentemente dalle soglie di fatturato”.


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Altri commenti
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Marco

Ma il CNI continua a dormire?

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Pierugo

Non sono iscritto a FB, quindi scrivo da qui. Sig.ra Bocchese, forse qui non ci siamo capiti. A noi non interessa affatto installare un dispositivo POS. Non rientro nel caso dei 200.000 euro minimi, ma purtroppo nemmeno riesco ad arrivare a 20.000 € (poi per carità, bisogna essere sempre speranzosi!). Ormai il mio conto in banca è vuoto perchè i potenziali lavori che potrei avere non arrivano. E sa perchè? Perchè le banche non concedono finanziamenti ai miei potenziali (ed ex) clienti. Aspetto solo che la mia banca mi telefoni per dirmi che ho il conto a zero. La III guerra mondiale! E che davvero una guerra salvi tutta la popolazione che soffre e distrugga tutte le banche del mondo! E Lei ha ancora il coraggio di presentarsi. Ma ci faccia il piacere!