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RISPARMIO ENERGETICO

Riqualificare gli edifici e abbattere gli abusi tassando i trasgressori

di Rossella Calabrese
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La proposta Enea frutterebbe 4 miliardi di euro all’anno, dei quali 1,6 per la riqualificazione

Vedi Aggiornamento del 29/09/2015
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30/01/2014 - Applicare a chi ha commesso un abuso edilizio tutte le imposte sugli immobili, in misura tale da renderle 10 volte superiori all’imposta che avrebbe dovuto essere pagata per un immobile di analoghe caratteristiche ma in regola, ferme restando le responsabilità penali del responsabile dell’abuso.
 
Questo meccanismo contribuirebbe a curare due mali antichi e di difficile soluzione, di cui il patrimonio edilizio italiano soffre: la necessità di rinnovamento, efficientamento e messa in sicurezza del patrimonio esistente e l’eccesso di abusivismo.
 
La proposta arriva dall’ENEA ed è una delle prime tre, già state inviate a Governo e Parlamento, selezionate da un Gruppo di Esperti, nell’ambito del Progetto “Idee per lo sviluppo sostenibile” dell’ENEA che è stato presentato nei giorni scorsi a Roma da Giovanni Lelli, Commissario ENEA.
 
I fondi ricavati da tali sanzioni sarebbero destinati per il 40% ad un Fondo per la riqualificazione antisismica degli edifici, per il 60% al Comune. Metà della quota assegnata al Comune (30%) dovrà essere impiegata per realizzare le demolizioni delle opere abusive, l'altra metà per interventi di riqualificazione, con priorità agli edifici scolastici, ma anche urbana in senso ampio (verde pubblico, viabilità, etc..).
 
Il Fondo per la riqualificazione antisismica dovrà essere destinato a incentivi finanziari per la messa in sicurezza e adeguamento antisismico degli edifici da parte dei privati, dando priorità alle aree maggiormente a rischio. Tali interventi potrebbero essere un’occasione per la riqualificazione  energetica degli edifici.
 
Affinché i Comuni adempiano all’obbligo di demolizione delle opere abusive, li si potrebbe obbligare a redigere un elenco annuale delle ordinanze di demolizione adottate, con l’obiettivo vincolante di eseguirne almeno il 50% ogni anno, pena la perdita, l’anno successivo, della quota di spettanza comunale dei fondi ricavati dalle sanzioni.
 
L’ENEA stima che sanzionando almeno 200.000 edifici totalmente abusivi e altrettanti abusi parziali (per una superficie complessiva di almeno 40 milioni di mq), il gettito potenziale risulterebbe di circa 4 miliardi di euro/anno, dei quali 1,6 miliardi destinabili al Fondo per la riqualificazione antisismica ed energetica degli edifici.
 
Oltre agli evidenti effetti equitativi ed ambientali del meccanismo, l’ENEA sottolinea che esso sarebbe un forte disincentivo per ulteriori iniziative di abusivismo edilizio.
 
Le altre due proposte prevedono un’eco-etichetta per palesare il ‘contenuto’ di gas serra dei beni di consumo, facilitare la scelta di prodotti low-carbon e contrastare il ‘dumping ambientale’ internazionale, e un “contributo ambientale” sui beni che generano molti rifiuti, in modo da ridurre la Tares ai cittadini e far pagare un po’ di più ai produttori.
 
Il Gruppo di Esperti è presieduto dall’ex Presidente dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis e composto da Marcello Clarich, Luigi De Paoli, Vincenzo Ferrara, Tullio Fanelli, Giulio Napolitano, Stefano Saglia, Gianni Silvestrini e Federico Testa.


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Altri commenti
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pikkio

pagherei anke 100 volte di più! Costruiscono solo i grandi costruttori a scopo speculativo che hanno "amici" negli uffici all'edilizia privata e non solo... Alla povera gente viene espropriato il terreno è annullate tutte le richieste di variazione d'uso del terreno... Viva l'Italia


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