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AMBIENTE

Legambiente: ‘l’Italia frana, il Parlamento condona’

di Paola Mammarella

Presentato il dossier sull’abusivismo edilizio; Cogliati Dezza: approvare il ddl Realacci sulle demolizioni

Vedi Aggiornamento del 03/09/2019
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21/02/2014 - L’Italia frana, il Parlamento condona. È il tema dell’incontro, organizzato da Legambiente Abusivismo edilizio e svolto ieri a Roma per sfatare gli alibi dei “no alle ruspe”, che mirano a bloccare gli abbattimenti degli abusi realizzati in risposta al bisogno abitativo di alcune regioni.
 
Hanno partecipato all’incontro, tra gli altri, il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, Ermete Realacci presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ciro Falanga, senatore FI, Vittorio Cogliati Dezza e Rossella Muroni, presidente e direttore generale di Legambiente.
 
Il dossier presentato da Legambiente ha mostrato come il 2013 sia stato un anno ricco di demolizioni, ma anche di tentativi di condono, ultimo dei quali il ddl Falanga approvato dal Senato, in base al quale le demolizioni dovrebbero seguire una lista di priorità.
 
Se da una parte alcuni sostengono che il fabbisogno abitativo causa la realizzazione di certi abusi edilizi, dall’altra sarebbe necessario delocalizzare gli insediamenti sorti nelle aree a rischio dissesto idrogeologico. Una pratica che è stata avviata solo in 55 comuni sul totale di 1354 interpellati nella ricerca “Ecosistema Rischio 2013”.
 
Nonostante frane, alluvioni ed esondazioni abbiano distrutto molti territori, Legambiente ha rilevato che si continua a costruire illegalmente. Nel 2013, secondo la stima del Cresme, tra ampliamenti e nuove costruzioni sarebbero stati costruiti 26mila immobili illegali, cioè oltre il 13% del totale delle nuove costruzioni.
 
A vantare il primato nazionale per numero di reati legati al ciclo del cemento illegale, nel 2012 è stata la Campania con 175mila immobili abusivi. La Sicilia, invece, guida la classifica 2013 dell’abusivismo edilizio nelle aree demaniali costiere, con 476 illeciti, 725 persone denunciate e 286 sequestri.
 
Oltre ai tentativi di condono, c’è la quasi matematica certezza che l’immobile abusivo non verrà abbattuto. Il rapporto tra ordinanze ed esecuzioni supera infatti di poco il 10%. Molto spesso i Comuni si appellano alla mancanza di risorse per effettuare le demolizioni.
 
Oltre a queste situazioni, ci sono poi le istanze di sanatoria che devono ancora essere esaminate. Sommando i tre condoni (1983, 1994 e 2003) nei capoluoghi di provincia italiani sono state depositate 2.040.544 domande di sanatoria, di cui il 41,3% risulta ancora oggi inevaso
 
Secondo Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, i tentativi di fermare le ruspe affermano l’esigenza di salvare le case fuorilegge in nome di un presunto abusivismo di necessità. Invece di scegliere questa soluzione, i Comuni potrebbero facilitare l’inserimento dei nuclei familiari svantaggiati nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari. In caso contrario, ha affermato Rossella Muroni, c’è da sospettare che dietro gli abusi di necessità si nascondano anche le ville di professionisti e assessori.
 
Il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ha affermato che bisognerebbe approvare la proposta di legge Realacci sulle demolizioni, che dal marzo dello scorso anno è ancora in attesa di essere calendarizzata. Il provvedimento ha come obiettivo quello di integrare e potenziare le previsioni in materia di abusivismo e demolizioni della L.380/2001, accentuando le responsabilità degli enti locali e inasprendo le sanzioni, anche per i Comuni che non evadono le pratiche di condono edilizio giacenti nei loro uffici tecnici. Un’altra novità è rappresentata dalla destinazione, da parte dei Comuni, delle sanzioni amministrative per interventi di riqualificazione urbana.

Per restituire al Paese i luoghi violati, eliminando manufatti che molto spesso sono rimasti delle incompiute, desolanti scheletri in cemento che da decenni sfregiano il paesaggio agricolo, alberghi e villaggi turistici illegali a picco sul mare, decine di migliaia di villette che hanno cancellato le spiagge più belle, Legambiente ha dato vita alla campagna Abbatti l’abuso a cui hanno aderito Il Consiglio nazionale dei Geologi, il Consiglio nazionale degli Architetti, Libera e Avviso Pubblico.



 

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