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TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, la seconda giornata della fiera virtuale dell’edilizia
NORMATIVA

Imprese generali, torna la chance di realizzare le opere specialistiche

di Paola Mammarella

Diventa di nuovo operativo il Decreto Qualificazioni perché decade la norma che ne aveva disposto la sospensione fino al 30 settembre 2014

Vedi Aggiornamento del 29/04/2014
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27/02/2014 – Gli appalti di lavori rischiano di tornare nel caos. Con la mancata conversione in legge del DL 151/2013, si riapre la possibilità che le imprese generali che si aggiudicano un appalto possano svolgere anche le lavorazioni specialistiche.
 
Si tratta di uno scenario che il DL 151 aveva congelato per sei mesi, in attesa di una revisione della normativa sulla qualificazione delle imprese, ma che adesso torna attuale.
 
Tutto è iniziato lo scorso giugno, quando il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’AGI, Associazione imprese generali, annullando alcune disposizioni del Regolamento attuativo del Codice Appalti, in base alle quali i costruttori senza qualificazione devono subappaltare le opere specialistiche ad un’altra impresa o costituire una Ati con essa.
 
Una scelta contestata da subito dalle associazioni di categoria delle imprese specialistiche, che avrebbero preferito una revisione complessiva della materia.
 
La proposta delle imprese specialistiche è caduta però nel vuoto. A dicembre è stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpr 30 ottobre 2013 “Decreto Qualificazioni”, che ha ufficializzato la posizione del Consiglio di Stato stabilendo che l’impresa che si aggiudica un appalto e che possiede la qualificazione nella categoria prevalente, cioè quella di importo più elevato tra tutte quelle che costituiscono il lavoro, potrà eseguire tutte le lavorazioni dell’appalto e non solo gli interventi relativi alle categorie per le quali dimostra di possedere la qualificazione.
 
Il decreto ha inoltre annullato i limiti di qualificazione per le imprese che subappaltano più del 30% dell’importo di una categoria scorporabile a qualificazione non obbligatoria, o più del 40 % nel caso di categoria scorporabile a qualificazione obbligatoria. La norma annullata avrebbe consentito all’impresa affidataria di utilizzare i lavori subappaltati non solo ai fini della qualificazione nella categoria prevalente, ma anche per la qualificazione nella categoria scorporabile. Oltrepassando il limite del 30 o 40%, la parte eccedente non avrebbe potuto essere sfruttata ai fini qualificatori. La stessa percentuale del 30 o 40% non avrebbe inoltre potuto essere interamente destinata ad ottenere la qualificazione nella categoria scorporabile, potendo al massimo essere ripartita tra la categoria prevalente e quella scorporabile.

Dopo una nuova serie di proteste delle imprese specialistiche, con il DL 151/2013 è stata disposta la sospensione del Dpr 30 ottobre 2013 fino al 30 settembre 2014.
 
La sospensione avrebbe consentito di studiare una riforma complessiva della materia, tornano provvisoriamente alle regole precedenti, cioè al subappalto o alla costituzione di una Ati in mancanza della qualificazione necessaria alla realizzazione delle lavorazioni specialistiche.
 
Dato che il DL 151/2013 è decaduto perché non è stato convertito in legge nei tempi stabiliti, si riapre la possibilità che le imprese generali vincitrici di un appalto svolgano anche le lavorazioni specialistiche. Senza doverle subappaltare.

Finco, Federazione industrie  prodotti  impianti servizi ed opera specialistiche per le costruzioni, si è detta preoccupata del vuoto normative causato dalla mancata conversione del decreto legge. Secondo la presidente, Carla Tomasi, la situazione influirà negativamente sulla corretta esecuzione delle opere pubbliche.



 
 

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