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PROGETTAZIONE

Licenziati dagli studi professionali, niente aiuti per chi li assume

di Paola Mammarella

Consulenti del lavoro: dall'Inps messaggio in contrasto con il parere del Ministero del Lavoro

Vedi Aggiornamento del 21/08/2014
Commenti 6253
28/02/2014 – I datori di lavoro che assumono lavoratori licenziati dagli studi professionali non hanno diritto a nessun bonus contributivo. Lo ha chiarito l’Inps con il messaggio 2761/2014, che a detta dell’ordine dei Consulenti del lavoro, contraddice quanto affermato dal Ministero del Lavoro nell’interpello 10/2011.
 
La posizione dell’Inps
Secondo l’Istituto nazionale per la previdenza sociale, i lavoratori licenziati dagli studi professionali possono iscriversi alle liste di mobilità, ma dato che chi licenzia è un professionista e non un’impresa, il nuovo datore di lavoro non potrà ricevere gli sgravi contributivi. L'applicazione degli incentivi all'assunzione previsti dalla Legge 223/1991 è subordinata alla qualità di imprenditore del datore di lavoro che effettua il licenziamento.
 
Il parere del Ministero del Lavoro
Con l’interpello 10/2011, il Ministero del Lavoro ha affermato che i dipendenti degli studi professionali hanno diritto a iscriversi nelle liste di mobilità. A detta del Ministero, il concetto di datore di lavoro deve essere inteso in senso lato e, sulla base di quanto avviene a livello comunitario, deve includere i professionisti anche se non sono imprenditori.
 
Le conclusioni dei consulenti del lavoro
Secondo i consulenti del lavoro, dal parere espresso dal Ministero del Lavoro si può desumere che anche per gli ex dipendenti degli studi professionali vale l’assunzione agevolata in caso di nuova occupazione. Applicando l’idea dell’Inps, invece, il primo problema che si presenterebbe per un datore di lavoro, sarebbe quello di dover controllare, per ogni assunzione che intende avviare con soggetti iscritti alle liste di mobilità, se il lavoratore esce da uno studio professionale o meno. Questo al fine di non applicare sgravi indebiti.




 

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Altri commenti
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Un ingegnere italiano

Ma lo sapete che la quasi totalità di quelli che lavorano presso studi professionali non sono dipendenti? Lavorano almeno 12 ore al giorno presso lo studio professionale, MA........hanno una partita IVA, devono pagare un commercialista, non hanno nessun tipo di garanzia, non hanno malattia, non hanno un orario di lavoro stabilito per legge (mica lavorano a ore!!!!), hanno (qualche volta) un misero compenso, non hanno diritto a ferie e.......possono essere sbattuti fuori dalla porta in qualsiasi momento.....di cosa parlava l'articolo?