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URBANISTICA

Urbanistica, la Liguria riscrive la legge

di Paola Mammarella
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Nella revisione della norma del 1997 razionalizzazione nella formulazione dei nuovi Piani urbanistici comunali

Vedi Aggiornamento del 05/11/2014
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06/02/2014 – Approvato dalla Giunta Regionale un ddl che riscrive la legge urbanistica  in vigore dal 1997 e che, come riferito dall’assessore alla Pianificazione territoriale e Urbanistica  Gabriele Cascino, punta a razionalizzare la formulazione dei nuovi Puc-Piani urbanistici comunali.
 
Secondo l’Assessore Cascino, oltre sedici  anni di operatività del provvedimento hanno messo in evidenza l’inadeguatezza delle procedure amministrative per l’approvazione dei piani urbanistici dei Comuni. I Comuni, infatti, difficilmente riuscivano a concludere il procedimento di approvazione del Piano urbanistico in quattro anni.
 
La causa, sottolinea Cascino, sta nel fatto che la legge urbanistica obbliga il Comune a redigere due piani urbanistici, prima quello preliminare e poi quello definitivo.
 
La complessità e l’elevato costo del procedimento amministrativo, continua Cascino, è uno dei motivi per cui la Legge urbanistica del 1997 non ha avuto particolare successo, considerato che in 17 anni poco meno del 40% dei Comuni liguri sono riusciti a dotarsi del Piano urbanistico comunale.
 
Nella nuova norma, oltre alla eliminazione del doppio passaggio per l’approvazione del PUC, si prevede il ricorso alla Conferenza di Servizi che permetterà al Comune di poter dialogare direttamente con la Regione Liguria e gli altri Enti  agevolando le fasi di illustrazione e valutazione del Piano e coordinando in un unico procedimento sia la fase di valutazione degli impatti ambientali del piano che quella dell’esame di merito del progetto urbanistico.
 
Il ddl introduce inoltre il Piano urbanistico semplificato, caratterizzato dall’assenza di previsioni di trasformazione del territorio e prevalentemente rivolto alla conservazione e recupero del patrimonio edilizio esistente, con conseguente riduzione dei costi per la sua elaborazione.
 
Il testo prevede regole chiare anche per le varianti ai PUC, stabilendo confini precisi tra le varianti che i Comuni possono apportare con un procedimento più rapido, ma comunque caratterizzato dall’evidenza pubblica, rispetto alla varianti sostanziali al piano che seguono lo stesso procedimento di approvazione del PUC.




 
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