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AMBIENTE

Piano ‘Terra ferma’, in arrivo 1,5 miliardi per la tutela del territorio

di Rossella Calabrese
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Dal 1° aprile 2014 una task force di Palazzo Chigi gestirà i fondi per il contrasto del dissesto idrogeologico

Vedi Aggiornamento del 08/07/2019
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14/03/2014 - Uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro per interventi finalizzati alla tutela del territorio e alla lotta al dissesto idrogeologico. Il tutto coordinato da un’unità di missione in via di istituzione presso la Presidenza del Consiglio e che sarà operativa dal 1° aprile 2014.
 
Non si sa molto altro, per ora, sul programma “Terra ferma” annunciato mercoledì dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri.
 
Come per l’edilizia scolastica, anche per la difesa del territorio l’obiettivo del Governo è quello di accelerare le procedure per spendere circa 1,7 miliardi di euro, di cui “600 milioni sono già pronti in cassa”, come ha detto il Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti.

A questi si aggiungono finanziamenti già approvati dal Cipe con la Delibera 8/2012. “Abbiamo le risorse pronte nelle casse dei commissari - ha affermato Galletti. Sono risorse attualmente fuori dal Patto di stabilità, ma vanno spese entro l’anno perché “finiti i commissariamenti a fine anno, questi soldi rischiano di rientrare nel Patto di stabilità” - ha concluso il Ministro.
 
Ricordiamo che la Delibera 8/2012 del Cipe ha assegnato circa 680 milioni di euro, a carico della programmazione regionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione e delle risorse del Ministero dell’Ambiente, a favore di interventi condivisi tra Stato e Regioni di contrasto del rischio idrogeologico relativo a frane e versanti nel Mezzogiorno.
 
Lo strumento del commissariamento, pensato per accelerare gli interventi, è disciplinato dalla recente Legge 6 del 6 febbraio 2014, secondo la quale entro la fine del 2014, il Governo può nominare dei commissari straordinari per affrontare le situazioni di dissesto idrogeologico. La stessa Legge 6/2014 prevede che, dal 1° gennaio 2015, la gestione delle risorse per la mitigazione del rischio idrogeologico passi ai Presidenti delle Regioni interessate.
 
La volontà di intervenire subito per la tutela del territorio era stata già dichiarata dal premier Matteo Renzi nel suo discorso di insediamento al Senato: davanti all’Assemblea di Palazzo Madama aveva annunciato di voler varare entro marzo un piano di investimenti contro il dissesto idrogeologico per superare la logica dell’emergenza.

L’attenzione al problema del rischio idrogeologico è giustificata da tutti i report sul tema: secondo il dossier annuale “Ecosistema Rischio 2013”, di Legambiente e Protezione Civile, nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico ma, nonostante ciò, negli ultimi dieci anni sono stati edificate abitazioni e impianti industriali in aree a rischio e solo 55 comuni hanno iniziato a delocalizzare le case esposte a maggiore pericolo.
 
Sul tema del rischio idrogeologico, Legambiente ha recentemente realizzato “Dissesto Italia” un web documentario costituito da video, foto, documenti di approfondimento e infografiche interattive, frutto di un reportage di tre mesi attraverso i luoghi simbolo del dissesto, da quelli colpiti più di recente a quelli già dimenticati ma ancora a rischio per gli abitanti.
 
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