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NORMATIVA

Annullate le sanzioni contro chi affitta in nero

di Paola Mammarella

Illegittima la norma che in caso di mancata registrazione abbassa automaticamente il canone e fa scattare la durata minima del contratto di 4 anni

19/03/2014 – Cancellate le sanzioni contro chi affitta immobili in nero, senza registrare i contratti. La Corte Costituzionale con la sentenza 50/2014 ha dichiarato illegittimi i commi 8 e 9 dell’articolo 3 del Decreto Legislativo 23/2011 sul federalismo fiscale municipale.
 
Secondo la norma sul federalismo fiscale, se il contratto non è registrato nei termini di legge, cioè entro 30 giorni, scatta la durata automatica di quattro anni, rinnovabili di altri quattro, e il canone annuo è pari al triplo della rendita catastale, mentre viene automaticamente meno quello inizialmente pattuito.

In altre parole, in base alla norma giudicata incostituzionale, fino ad oggi un inquilino che denunciava il padrone di casa e il contratto "stipulato in nero" aveva diritto a rimanere in casa come minimo per quattro anni. La durata poteva infatti essere rinnovata di altri quattro anni. Ma non è tutto, perchè dopo la denuncia l'inquilino pagava un canone d'affitto annuo pari al triplo della rendita catastale, cioè nettamente più basso rispetto ai livelli medi normalmente richiesti nel mercato delle locazioni.
 
Si tratta di condizioni molto più favorevoli per il conduttore dell’alloggio, che secondo la Corte Costituzionale non hanno un fondamento normativo e vanno oltre la delega in materia di federalismo fiscale data al Governo dalla Legge 42/2009, che ha fissato i parametri per l'adozione del D.lgs 23/2011.
 
Ma non solo, perché a detta della Consulta il D.lgs 23/2011 sfora anche i limiti dello Statuto del contribuente, in base al quale le violazioni di carattere tributario (come la mancata registrazione del contratto e il conseguente mancato versamento delle imposte sui redditi incamerati grazie all'affitto dell'immobile) non possano implicare la nullità del contratto. Con il D.lgs. 23/2011, invece, è come se il contratto non registrato dal locatore decadesse e si passasse automaticamente a nuove clausole. 
 
La Corte Costituzionale ha infine depositato un'ultima considerazione sull'inutilità delle sanzioni a carico del locatore dal punto di vista delle entrate dello Stato. Il fatto che le misure del D.lgs 23/2011 siano penalizzanti per il locatore e premiali per il conduttore, non genera infatti maggiori entrate per il Fisco. Al contrario, conclude la Corte Costituzionale, al ridursi del canone d’affitto si riducono anche le imposte di registro e le imposte dirette pagate.



 
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Altri commenti
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Enrico

A tutte le zecche comuniste di meXXa che hanno commentato: ERA ORA! DI QUESTO PASSO SI RISCHIA CHE LO STATO DIVENTI PADRONE E DISPONGA SPROPOSITATAMENTE DELLA PROPRIETA' PRIVATA, COME GIA' PRATICAMENTE AVVENIVA CON UNA ABERRAZIONE DI LEGGE SIMILE! Era folle che anche solo per una dimenticanza (in buona fede, ovviamente!) si fosse esposti ad un rischio economico di decine di migliaia di euro (8 anni di affitto ad un canone ridicolo!!!) se solo un affittuario infame si fosse voluto "divertire"... Senza contare il fatto che in Italia, ancora, purtroppo, ad un inquilino non gli puoi fare praticamente nulla se non paga e devi spendere anche di avvocati per mandarlo via, quando non ti lascia pure i buchi alle pareti! C'è gente che ci campa dando fregature sugli affitti, bastardi!

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pippo

Quanti bei DONI e REGALIE per chi possiede magari una decina di casa: cedolare secca al 10%, libertà di affittare in nero senza paura delle conseguenze... Perché non vengono tassati i miei redditi da lavoro con una belal cedolare secca del 10%? Io ho la partita iva, e la pressione fiscale su di me, piccolo, povero professionista, che lavora in casa perché non si può permettere uno studio, è circa al 44% (iva esclusa!), cui sommare: - inarcassa obbligatoria (un botto di soldi, 3000 ) - assicurazione RC professionale obbligatoria (400 € annui) - oneri di (ridicola) formazione continua obbligatoria(stimati in altri 4-500 € annui, tra ore perse, costi di trasferta e spese di frequenza corsi Insomma, per il solo fatto di tenere aperta la p.iva mi vanno via 4000 euro oltre alle tasse (irpef, irap, addizionali regionali e comunali etc). Se a queste sommo le spese di affitto (700 mensili, per un buco da 55 mq, le spese per un mezzo di trasposto da assicurare (misero scooter 125, non un Ferrari!! 400 euro annui+bollo+manutenzione), che ovviamente non posso dedurre dal mio reddito, la pressione fiscale effettiva per poter lavorare per vivere supera il 60%. Perché io piccolo lavoratore devo essere trattato così male ed un ricco proprietario di 5 o 6 o magari 20 case viene tassato del 10% su una rendita indubbiamente molto più ampia del mio fatturato, ma molto meno "sudata"?

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stufo

ECCO, REGALONE a chi possiede 5 o 6 case e magari le affitta al nero. Distruggiamo tutti i metodi per stanare l'evasione ... Che forse i giudici della Corte Costituzionali siano tutti proprietari di molti appartamenti? e che magari li affittino in modo non proprio cristallino?

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sempre-aiuti-ai-ricchi

E brava la corte ... facciamo un altro regalo ai ricchi che hanno decine di case e le affittano al nero, e mettiamo nei guai qualche povero cristo che pagando un affitto regolare sarà invece gravato di oneri ingiusti tipo una quota di IMU, (qualunque sia il suo nome: pagare le tasse su una casa che non è tua in base al valore catastale che gli ha attribuito un altro è ingiustissimo!!). Facciamo l'ennesimo regalo a chi già ha, ai proprietari di più case che vivono di rendita e non di stipendio, e continuiamo a tartassare poveri pensionati con 2000 euro di pensione lorda (cioè poco più di 1400 € netta... una miseria, al giorno d'oggi, per di più sudata con 30 o 40 anni di contributi)

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MARCO

una proposta, le leggi non potrebbero farle direttamente la Corte costituzionale così almeno le leggi sarebbero sempre valide, invece oggi il parlamento fa le leggi e la Corte le elimina intanto la gente non sa più cosa fare.........


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