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NORMATIVA

Appalti, Authority: la norma che esclude i costi del personale dai ribassi è inapplicabile

di Paola Mammarella

Troppe le criticità: il costo del personale è frutto della capacità organizzativa e imprenditoriale

Vedi Aggiornamento del 17/06/2014
28/03/2014 – Non è possibile escludere il costo del personale dai ribassi negli appalti senza provocare una serie di distorsioni. È la conclusione cui è giunta l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con l’atto di segnalazione 2/2014.
 
Ricordiamo che è stata la Legge del Fare ad introdurre nel Codice Appalti l’articolo 82 comma 3-bis, che impone di determinare il prezzo più basso al netto delle spese relative al costo del personale e delle misure per la sicurezza.
 
Anche se, sottolinea l’Authority, l’obiettivo è quello di tutelare i diritti dei lavoratori, la norma comporta una serie di criticità. Una disposizione analoga era stata inserita nel Codice Appalti con il DL 70/2011, ma, visti i problemi applicativi, era stata abrogata.
 
Secondo l’Autorità di Vigilanza, in primo luogo la norma si applica solo alle gare da aggiudicare col prezzo più basso, mentre non si tutelano i diritti dei lavoratori nelle gare che utilizzano il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
 
In secondo luogo, per la valutazione del costo del personale non si deve tenere presente solo la contrattazione collettiva, ma anche le voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello, cioè territoriale e aziendale. Elementi che complicano l’operazione di stima.
 
In terza istanza, l’Authority fa notare che la legge si riferisce alla stima del costo complessivo e non a quello unitario. Un’impostazione che determina non poche difficoltà perché se il costo unitario può essere stimato su base oraria, settimanale o mensile, quello complessivo dipende dal tempo di impiego del lavoratore, dalla natura della prestazione e dall’organizzazione di impresa  può solo essere ipotizzato.
 
Se la Stazione Appaltante dovesse inserire nel bando il costo del personale, quasi sicuramente potrebbe sovrastimare o sottostimare il suo livello. Nel primo caso si rischierebbe di premiare le imprese inefficienti dal punto di vista dell’organizzazione dei propri lavoratori. Nel secondo le imprese potrebbero non riuscire a coprire l’impiego della manodopera necessaria.
 
L’Autorità di Vigilanza ha infine concluso che questa impostazione normativa non tutela l’autonomia imprenditoriale. Il costo del personale, infatti, è frutto della capacità organizzativa dell’impresa e non può essere compresso senza creare disagi.




 
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