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RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, Ance: per un condominio servono 18 mesi e 36 procedure
NORMATIVA

Catasto, le imprese vigileranno sull’equità della riforma

di Paola Mammarella

Quattordici associazioni raccoglieranno in modo capillare valori patrimoniali, canoni e rendite per confrontarli con quelli proposti dal Fisco

Vedi Aggiornamento del 29/01/2015
Commenti 15546
19/03/2014 – Garantire un'equa attuazione della Riforma del Catasto. È l’obiettivo con cui quattordici associazioni hanno dato vita ad un coordinamento che vigilerà sull’adozione dei decreti legislativi con cui i valori catastali degli immobili saranno allineati a quelli di mercato.
 
Si tratta di Abi (Associazione bancaria italiana), Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), Casartigiani, Cia (Confederazione italiana agricoltori), Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confindustria e Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali).
 
Le associazioni hanno organizzato un piano d’azione per la raccolta dei dati inerenti ai valori di compravendita e ai canoni di locazione del triennio 2011-2013. Le informazioni sono necessarie alla messa a punto del nuovo sistema ma anche per l'elaborazione di proposte. 
 
La raccolta dei dati sarà svolta in modo capillare. Le associazioni si attiveranno infatti a livello territoriale per poi confrontare tutte le informazioni con i valori patrimoniali e le rendite dell'Agenzia delle Entrate. 
 
La collaborazione fra le associazioni, ognuna con conoscenze ed esperienze nel proprio settore di competenza, renderà possibile l’acquisizione di una consistente mole di dati per ogni possibile tipologia di immobile, come abitazioni, uffici, studi, negozi, botteghe artigianali, laboratori, magazzini e opifici industriali.
 
I dati saranno rapportati ad una serie di condizioni che possono modificarli e influire su di essi, ad esempio per zona o stato conservativo dell’immobile.
 
Il metodo impostato dal coordinamento delle quattordici associazioni rispecchia quello indicato dalla Legge Delega Fiscale, in base alla quale il Governo dovrà adottare i decreti di riforma del sistema catastale. La legge prevede infatti che il valore patrimoniale degli immobili sia definito sulla base dei valori di mercato al metro quadrato per tipologia immobiliare e che a questo valore siano applicati dei coefficienti che tengano conto delle caratteristiche edilizie dell’immobile, come ad esempio la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano e l’esposizione, ma anche della sua localizzazione. Il risultato sarà un algoritmo che, moltiplicato per i metri quadri, rilevati secondo la metodologia catastale, darà il valore patrimoniale dell’immobile.
 
Sempre ai sensi della Delega Fiscale, la rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro quadro, cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita.




 

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Altri commenti
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E' la solita fregatura di stato ai suoi sudditi. Il valore di mercato è un parametro variabile e difficilmente applicabile nella generalità dei casi. Vedrete che stangata!!! E poi tutti zitti come pecore , come sempre...

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sempre aiuti ai ricchi

Così, chi ha 50 mq a Firenze, Roma o Milano - oivvero un trilocale scarso in periferia, sarà considerato un riccone da tassare (ricordsate l'imbecille di Fassina che considerava "case da ricch" da tassare con super-impostai quelle con rendita catastale superiorea750 euro? praticamente ognimonolocale a roma è evidentemente una dimora lussuosa...), mentre chi possiede ettari di case a Pordenone, Piacenza, Grosseto, Pesaro, Sassari o Vibo Valentia pagherà una miseria anche per "piccole" case di 250 mq il cui valore di mercato è poche decine di migliaia di euro.... L'unica regola giusta è che un mq è un mq ovunque, che lo stato di conservazione è buono o no, cvhe la casa è antisismica o no, che la casa è energeticamente valida o no. una casa di 200 mq deve pagare il doppio di una 100 mq, a parita di stao di conservazione, ovuneque si trovi, non è possibile che una casa di 200 mq a Pistoia paghi la metà di un buco di 50 mq a Firenze (a meno di 35 km di distanza!) Il valore di mercato è un parametro aleatorio, fasullo e drogato, soggetto a bolle speculative e capricci del caso...e partanto ingiusto o discriminatorio.


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