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NORMATIVA

I praticanti degli studi professionali non devono essere assicurati

di Paola Mammarella
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Inail: obbligo solo in presenza di un rapporto di lavoro, di lavorazioni o esercitazioni pericolose

Vedi Aggiornamento del 12/10/2016
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21/03/2014 –  Gli studi professionali non hanno l’obbligo di assicurare i tirocinanti. Lo ha chiarito l’Inail, Istituto nazionale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, con la circolare 16/2014, emanata per uniformare le prassi registrate a livello territoriale.
 
Perché non c’è l’obbligo di assicurazione
Secondo l’Inail, come stabilito dalla Legge Liberalizzazioni 27/2012 e dal Dpr 137/2012, recante il regolamento per la riforma degli ordinamenti professionali, il tirocinio svolto in uno studio per poi accedere ad un ordine professionale è generalmente gratuito e non dà luogo ad un rapporto di lavoro strutturato, anche in presenza di un rimborso spese forfettario, che non ha natura di corrispettivo.
 
L’esperienza del tirocinio non consiste solo nella pratica svolta presso lo studio professionale, ma può consistere anche nella frequenza di corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi, associazioni di iscritti e da altri soggetti.
 
In considerazione di questi elementi, l’Inail afferma che non devono essere assicurati tutti quei soggetti che, ai fini dell'ammissione all'esame di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione, sono tenuti a svolgere un periodo obbligatorio di praticantato.
 
In quali casi bisogna assicurarsi
Vanno invece assicurati all’Inail i praticanti che, oltre a svolgere il tirocinio nello studio, effettuano lavorazioni rischiose in esecuzione di un rapporto di lavoro subordinato vero e proprio o parasubordinato per conto del professionista.
 
L’assicurazione è obbligatoria anche quando il tirocinante che partecipa al corso di qualificazione o di addestramento professionale è esposto ad un rischio specifico connesso alle esperienze o alle esercitazioni pratiche o di lavoro. In questo caso, però, l’obbligo di assicurare i lavori svolti dai praticanti ricade sugli enti che organizzano i corsi.



 
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