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Il Durc sarà solo online e la PA pagherà 68 miliardi di debiti

di Paola Mammarella

Nel Jobs Act del Governo Renzi la smaterializzazione del Durc e il pagamento degli arretrati entro luglio 2014

Vedi Aggiornamento del 03/06/2015
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14/02/2014 – Smaterializzazione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva), sblocco e velocizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Sono le iniziative, predisposte dal Governo Renzi, per facilitare la vita delle imprese.
 
Durc
Il Governo mira a superare l’attuale sistema che impone alle imprese ripetuti adempimenti burocratici. Come si legge nella nota diramata dall’Esecutivo, il provvedimento di semplificazione avrà un impatto considerevole dato che, solo nel 2013, i Durc presentati sono stati circa 5 milioni.
 
Secondo il decreto per il rilancio dell’occupazione e la semplificazione, rientrante nel Jobs Act, i controlli sulla regolarità verranno effettuati online, secondo modalità individuate dal Ministero del Lavoro. Lo snellimento dei tempi sta nel fatto che le verifiche avverranno con un’unica interrogazione negli archivi dell'INPS, dell'INAIL e delle Casse edili che devono operare in integrazione e riconoscimento reciproco, indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare.
 
Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione
Il Consiglio dei Ministri di mercoledì ha previsto lo stanziamento di 68 miliardi di euro per sbloccare entro luglio il pagamento dei debiti alle imprese.
E' stato poi avviato l’esame di un disegno di legge che persegue tre obiettivi: adeguare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni a quelli previsti dalla relativa direttiva europea, favorire la cessione del credito al sistema bancario e accelerare il pagamento dei debiti arretrati, procedura già avviata nel 2013 con il pagamento di più di 22 miliardi ai creditori.
 
Per quanto riguarda l’adeguamento dei tempi di pagamento, in attesa dell’avvio della fatturazione elettronica, i creditori e le amministrazioni  comunicheranno i dati relativi alle fatture tramite la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, consentendo allo Stato il monitoraggio del ciclo passivo delle PA. Le Amministrazioni dovranno registrare le fatture pervenute e redigere un prospetto con l'importo pagato in ritardo nell'anno, che andrà allegato al bilancio. Chi rispetta i tempi di pagamento avrà un incentivo legato agli obiettivi di finanza pubblica, mentre chi non rispetta i termini subirà delle sanzioni, come il divieto di nuove assunzioni.
 
Il Governo mira inoltre a favorire la cessione dei crediti al sistema bancario. In altre parole, lo Stato offre una garanzia sui debiti di parte corrente delle Pubbliche amministrazioni al momento della cessione agli intermediari finanziari. In particolare, i soggetti creditori possono cedere pro-soluto il credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ad una banca o ad un intermediario finanziario, anche sulla base di apposite convenzioni quadro. Per i crediti assistiti dalla suddetta garanzia dello Stato non possono essere richiesti sconti superiori alla misura massima che sarà determinata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. La pubblica amministrazione debitrice diversa dallo Stato può chiedere, in caso di temporanee carenze di liquidità, una ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti, per una durata massima di 5 anni, rilasciando, a garanzia dell’operazione, delegazione di pagamento. La Cassa depositi e prestiti S.p.A, nonché istituzioni finanziarie dell’Unione Europea e internazionali, possono acquisire, dalle banche e dagli intermediari finanziari, sulla base di una convenzione quadro con l’Associazione Bancaria Italiana, i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato, anche al fine di effettuare operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei relativi debiti, per una durata massima di 15 anni.
 
Per accelerare il pagamento dei debiti pregressi, il Governo propone di concedere ulteriori anticipazioni di liquidità agli enti territoriali mediante un incremento del Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili istituito dal DL 35/2013. In questo modo, Regioni ed enti locali potranno pagare debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2013, sia di parte corrente che di parte capitale.
 
Con lo stesso obiettivo è stato inoltre proposto l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno, la destinazione di un fondo specifico per il finanziamento dei debiti degli enti locali nei confronti delle proprie società partecipate e il rifinanziamento del fondo per il ripiano dei debiti dei Ministeri.

Secondo l'Ance, Associazione nazionale costruttori edili, desta preoccupazione la decisione di declassare il provvedimento sui pagamenti da decreto a disegno di legge. "Si tratta - ha affermato l'associazione sul proprio sito web - di una frenata che speriamo serva solo a guadagnare tempo per avere più margini di manovra e poter contare su maggiori risorse per allentare il Patto di stabilità interno: il pagamento di tutte le imprese non è più rimandabile soprattutto per le aziende edili che sono quelle che finora hanno pagato di più in tal senso".



 

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