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NORMATIVA

Il Piano Casa del Governo Renzi oggi in Consiglio dei Ministri

di Paola Mammarella

Incentivi per il recupero degli alloggi sociali e il loro adeguamento energetico, impiantistico e statico. Risolto il caos sul Bonus Mobili

Vedi Aggiornamento del 26/01/2015
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12/03/2014 - È atteso per questo pomeriggio il via libera del Consiglio dei Ministri al pacchetto di misure per la casa messo a punto dal neopresidente Matteo Renzi.

Secondo la BOZZA di DL Piano Casa, diffusa ieri, i proprietari di immobili di edilizia sociale e gli inquilini interessati alla ristrutturazione dei loro immobili potranno beneficiare di una serie di incentivi. Entro sei mesi, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti definirà un piano di recupero e razionalizzazione degli immobili di edilizia popolare da 500 milioni, che consentirà non solo il ripristino degli alloggi di risulta, oggi inutilizzabili, ma anche il loro adeguamento energetico, impiantistico e statico.

Per incentivare l’immissione sul mercato a canone concordato degli immobili sfitti, la cedolare secca, cioè l’imposta sui contratti di affitto che sostituisce l’Irpef e le addizionali derivanti dal reddito relativo all’immobile affittato, scenderà dal 15% al 10%. Con questa misura per i proprietari potrebbe essere più conveniente affittare gli immobili.

La realizzazione, la riqualificazione e l'affitto degli alloggi sociali sono incentivati anche da un'altra misura contenuta nel DL Piano Casa, che per diventare operativa deve essere previamente autorizzata dalla Commissione Europea. Fino all'eventuale riscatto dell'alloggio, ma comunque per un periodo non superiore a dieci anni decorrenti dalla fine dei lavori di nuova costruzione o di recupero, i redditi derivanti dalla locazione degli alloggi non concorrono alla formazione del reddito di impresa nella misura del 40%.
 
200 milioni di euro, 100 per il 2014 e altri 100 per il 2015 dovrebbero rifinanziare il Fondo Affitti, a disposizione dei Comuni per aiutare chi è in difficoltà a pagare l’affitto. Al Fondo per la morosità incolpevole, che agevola chi ha sempre pagato l’affitto ma oggi è in difficoltà perché ha perso il lavoro, saranno destinati 19,6 milioni per il 2014, 16,6 milioni per il 2015, 63,6 per il 2016, 39,9 per il 2017, 46,1 per il 2018, 46,1 per il 2019 e 9,5 per il 2020.
 
Gli inquilini potranno diventare proprietari del proprio alloggio con la formula “Rent to buy”. In altre parole, dopo un periodo minimo di sette anni dalla sipula del contratto di locazione, il conduttore dell'alloggio sociale potrà riscattarlo utilizzando i canoni d'affitto come rate per l'acquisto dell'immobile. I proventi verranno destinati alla realizzazione di appartamenti sociali o alla ristrutturazione di quelli esistenti. 
 
Per il triennio 2014-2016, gli inquilini con un reddito complessivo fino a 15.493,71 euro potranno infine detrarre dal reddito 900 euro l'anno per l'affitto pagato in regime di edilizia sociale. Se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 e 30.978,41 euro, si avrà diritto ad una detrazione Irpef pari a 450 euro.

Il testo sul tavolo del Consiglio dei Ministri risolve anche le incertezze che negli ultimi giorni hanno coinvolto il Bonus Mobili. Il sistema che incentiva l'acquisto di arredi ed elettrodomestici efficienti, abbinato agli interventi di ristrutturazione, era stato concepito con un vincolo in base al quale il prezzo degli arredi non poteva superare quello sostenuto per la ristrutturazione. Una limitazione che era stata rimossa dal DL Salva Roma, ma che poi è stata automaticamente ripristinata dato che il decreto non è stato convertito in legge nei tempi stabiliti. Allo stesso tempo, il DL Salva Roma ter, varato nei giorni scorsi, non ha sanato la questione, che è quindi confluita nelle misure sulla casa.

Secondo Rudy Girardi, Presidente di Federcostruzioni, “il provvedimento del Governo, oltre al sostegno al credito per le famiglie e incentivi all’affitto, dovrebbe contenere l’avvio di un piano di ristrutturazione del patrimonio delle Ater che può essere una grande occasione per seguire gli esempi dei principali Paesi europei, che nel processo ineluttabile a favore di un costruire sostenibile hanno sempre utilizzato programmi pubblici per applicare tecnologie e innovazioni in grado poi di trovare piena applicazione sul mercato privato. Il programma, con un finanziamento di mezzo miliardo di euro, potrebbe assumere una funzione di guida, diventare un vero e proprio laboratorio delle soluzioni costruttive prodotte dal sistema italiano delle costruzioni, tenendo conto delle diverse condizioni climatiche e delle tradizioni costruttive. Troppo spesso le nostre aziende e imprese valorizzano la propria ricerca e le proprie innovazioni all’estero invece che sul mercato interno. Il programma di riqualificazione delle case di edilizia pubblica, dandosi precisi obiettivi di sicurezza sismica e di abbattimento dei consumi energetici, in questo modo potrebbe costituire un valore aggiunto oltre che contribuire a ridare fiato ad un settore in grande difficoltà.”
“A questo fine – ha aggiunto Girardi - Federcostruzioni si è candidata ad essere interlocutore del Ministero mettendo a disposizione competenze e professionalità per raggiungere risultati di elevata sostenibilità energetica, ambientale ed economica.”


 

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