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Professionisti, in arrivo la revisione delle norme per i CTU
PROFESSIONE Professionisti, in arrivo la revisione delle norme per i CTU
NORMATIVA

Le imprese generali realizzeranno anche i lavori specialistici

di Paola Mammarella

Nel Salva Roma-ter salta la norma che congelava gli effetti del decreto Qualificazioni

Vedi Aggiornamento del 16/05/2014
10/03/2014 – Le lavorazioni specialistiche potranno essere eseguite anche dalle imprese generali, che non avranno più l’obbligo di subappaltarle o costituire una Ati con un’impresa in possesso delle dovute qualificazioni.
 
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL “Salva Roma-ter” 16/2014 che, a differenza delle bozze circolate nei giorni scorsi, non ha adottato la norma tampone sulla qualificazione delle imprese con cui doveva essere colmato il vuoto normativo lasciato dalla mancata conversione del DL 151/2013.
 
La contrapposizione tra imprese generali e specialiste ha visto uno dei suoi passaggi fondamentali lo scorso giugno, quando il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’AGI, Associazione imprese generali, annullando alcune disposizioni del Regolamento Attuativo del Codice Appalti che prevedono che i costruttori senza qualificazione subappaltino le opere specialistiche ad un’altra impresa o costituiscano una Ati con essa.
 
La posizione del Consiglio di Stato è stata convalidata con il Dpr 30 ottobre 2013 “Decreto Qualificazioni”. Il decreto ha stabilito che l’impresa che si aggiudica un appalto e che possiede la qualificazione nella categoria prevalente, cioè quella di importo più elevato tra tutte quelle che costituiscono il lavoro, potrà eseguire tutte le lavorazioni dell’appalto e non solo gli interventi relativi alle categorie per le quali dimostra di possedere la qualificazione.


Oltre a questo, il Dpr 30 ottobre 2013 ha annullato i limiti di qualificazione per le imprese che subappaltano più del 30% dell’importo di una categoria scorporabile a qualificazione non obbligatoria, o più del 40 % nel caso di categoria scorporabile a qualificazione obbligatoria. La norma annullata avrebbe consentito all’impresa affidataria di utilizzare i lavori subappaltati non solo ai fini della qualificazione nella categoria prevalente, ma anche per la qualificazione nella categoria scorporabile. Oltrepassando il limite del 30 o 40%, la parte eccedente non avrebbe potuto essere sfruttata ai fini qualificatori. La stessa percentuale del 30 o 40% non avrebbe inoltre potuto essere interamente destinata ad ottenere la qualificazione nella categoria scorporabile, potendo al massimo essere ripartita tra la categoria prevalente e quella scorporabile.

Dato il caos in cui si sarebbero trovati molti appalti, il DL 151/2013 aveva congelato fino al 30 settembre 2014 gli effetti del Decreto Qualificazioni per consentire una riforma complessiva del sistema di qualificazioni. Il DL 151/2013, però, è decaduto perché non è stato convertito nei tempi previsti dalla legge.
 
Il Governo ha successivamente predisposto il DL 16/2014 (Salva Roma ter) che ha recuperato alcune disposizioni del testo decaduto, ma nella sua versione definitiva, pubblicata in Gazzetta, ha tralasciato quella sulle qualificazioni.

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