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Gli architetti al Ministro Guidi: ‘sospenda l’obbligo di POS’

‘È solo una gabella pagata alle banche, nulla a che fare con il principio della tracciabilità del denaro’

Vedi Aggiornamento del 07/07/2014
Commenti 9745
05/03/2014 - Nuovo pressante invito degli architetti italiani al Governo affinché sospenda l’obbligo di utilizzo del POS per i professionisti italiani che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 30 giugno.
 
La richiesta è contenuta in una lettera inviata dal Consiglio Nazionale degli Architetti al neo Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.
 
In essa viene chiesto che “l’obbligo venga tolto dalla disciplina attuativa del Decreto Sviluppo, in quanto è evidente e lapalissiano che tale obbligo nulla ha a che fare con i principi di tracciabilità dei movimenti di denaro, realizzabili semplicemente con il bonifico elettronico e si configura invece come una gabella, impropriamente e ingiustamente pagata a un soggetto privato terzo, le Banche, che non svolge alcun ruolo, nel rapporto tra Committente e Professionista”.
 
Gli architetti italiani presentano anche una proposta al Ministro Guidi che è quella di avviare una collaborazione nel rilancio di politiche differenti, rispetto a quelle finora adottate, utili allo sviluppo dell’Italia, “che cominciano dalla messa a sistema del mondo professionale con quello industriale, perché sono le nostre idee e progetti che hanno costruito il successo del Made in Italy e sono la scintilla che accende l’innovazione e la conquista dei mercati”.
 
Sottolineano, inoltre, che “l’imposizione fiscale e previdenziale sulle attività professionali nel nostro Paese è tra le più altre al mondo e come sia altrettanto drammaticamente evidente che l’interruzione del credito ai professionisti e alle PMI da parte del sistema bancario, causa di duri richiami anche da parte della BCE, sta mettendo in ginocchio il mondo professionale e relativo indotto industriale, che nel mondo dell’edilizia vale il 14% del PIL.”
 
Per il presidente degli architetti italiani, Leopoldo Freyrie “l’Italia potrà riavviare i motori quando un Governo italiano, e speriamo sia questo, capirà che lo sviluppo economico passa dai talenti e la sapienza tecnica dei knowledge workers, da troppo tempo ideologicamente emarginati da un sistema duale “datori di lavoro – lavoratori”, che da decenni non rispecchia più la realtà dell’economia globale”.
 
“Se malauguratamente il nostro appello a Guidi, perché intervenga cancellando la norma sul Pos, non dovesse sortire il risultato sperato, saremmo costretti - e in tal senso il Consiglio Nazionale degli Architetti ha già deliberato - a ricorrere al Tar contro questa imposizione meramente vessatoria per tutti i professionisti italiani”.
 
 
Fonte: Ufficio stampa CNAPPC
 
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Altri commenti
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ANTHONY

Uh! I crediti formativi. Sapete quanto deve pagare allo CNI un ordine territoriale per poter dare i crediti ai propri iscritt? da un minimo di 150 euroi a un massimo di 3000 per ogni convegno/corso/seminario che vuole accreditare. Ecco perché gli ordini degli ingegneri non danno crediti ai corsi organizzati ad esempio da architetti o periti, ancorché molto interessanti per gli ingegneri (esempio: moduli di aggiornamento L.818/84), perché gli toccherebbe pagare per accreditare corsi per i quali essi stessi non beccano una lira. così invece di fare servizio utile agli iscritti gli ordini territoriali degli ingegbneri preferiscono (o sono costretti) a organozzare corsi inutili, che non servono a nessuno, ma per i quali incassano. tutta qui, la grande bellezza del "formazione professionale continua£: SOLO UNA QUESTIONE DI SOLDI. ESTORTI AI PROFESSIONISTI E REGALATI ALLO CNI...

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filippo

ZAmbrano, dove sei? SVEGLIA! PErché lo CNI non si unisce a questa protesta dello CNAPP? Siete troppo occupari a rimpinzarvi di quattrini estorti al territorio con la fregnaccia dei crediti formativi?!