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PROFESSIONE

Studi tecnici, -30% di occupati nel 2013 rispetto al 2012

di Rossella Calabrese

Gli studi professionali registrano complessivamente 9.000 nuovi posti di lavoro nel 2013

Vedi Aggiornamento del 15/04/2014
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13/03/2014 - Nel 2013 gli studi professionali hanno creato 9.000 nuovi posti di lavoro. Lo rende noto Confprofessioni che ha incrociato i dati Inps sulle posizioni lavorative attive e le cessazioni nel 2013 all’interno degli studi professionali.
 
Nonostante la drammatica situazione occupazionale in Italia, che a gennaio 2014 ha registrato un aumento del 12,9% della disoccupazione, “lo scorso anno - spiega Confprofessioni - oltre 9 mila lavoratori, tra impiegati e apprendisti, hanno trovato un impiego stabile presso gli studi di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, architetti e ingegneri”.
 
Sul totale dei 9.000 nuovi posti di lavoro però, meno dell’8% riguarda le professioni tecniche (architettura e ingegneria, geometri, periti industriali, agrari, geologi…). Nonostante la bilancia occupazionale nel 2013 registri un contenuto aumento di 705 nuovi posti (differenza tra assunti e cessati nel 2013), il dato occupazionale risulta in flessione di circa il 30% rispetto al 2012.
 
Anche le professioni giuridiche, nel 2013, registrano una contrazione di posti di lavoro, seppur più contenuta rispetto all'anno precedente. Nel 2013, infatti, ne sono stati persi 469 contro i 1.082 del 2012.
 
Va meglio per l’area economico-amministrativa (commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale), che presenta un saldo occupazionale positivo pari a 5.937 unità, in ulteriore aumento rispetto ai 5641 posti di lavoro creati nel 2012.
 
A ruota si collocano le attività sanitarie (medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari), con un saldo positivo pari a 2.935 unità, in crescita del 5,7% rispetto al 2012. Vedi tabelle Confprofessioni
 
“Ancora una volta, il settore degli studi professionali riesce a tamponare l'emorragia occupazionale che sta investendo il Paese, e in particolare le fasce più giovani della popolazione” commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella.
 
“Nonostante le difficoltà economiche e la scarsa attenzione della politica alle problematiche degli studi professionali, questi dati confermano la vivacità del settore professionale che continua ad essere un importante bacino occupazionale soprattutto tra i giovani e le donne. E questo ci riempie di soddisfazione, perché è il frutto di una attenta e scrupolosa analisi delle dinamiche del mercato del lavoro recepite con lungimiranza nel Ccnl degli studi professionali” afferma Stella.

“I dati occupazionali degli studi confermano le tendenze in atto nel mercato dei servizi professionali. Le professioni giuridiche e quelle tecniche stanno pagando il prezzo più salato alla crisi economica, mentre le professioni sanitarie confermano il loro ruolo anti-ciclico e quelle dell'area economico-amministrativa continuano a macinare occupazione per rispondere alle mutate esigenze del mercato” prosegue Stella. 

Secondo il presidente di Confprofessioni, “il settore professionale ha ancora buone potenzialità di crescita, soprattutto sul fronte occupazionale, ma spesso deve fare i conti con norme e provvedimenti legislativi che penalizzano le ambizioni di sviluppo dei liberi professionisti”.
 


 

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