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RISPARMIO ENERGETICO

Per il 70% di chi vende casa non è importante l’efficienza energetica

di Rossella Calabrese
Commenti 13710

Indifferente al tema anche il 50% degli acquirenti. I dati una Ricerca della Federazione Agenti Immobiliari

Vedi Aggiornamento del 15/12/2014
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05/03/2014 - Gli aspetti legati all’efficienza energetica non rappresentano attualmente una variabile significativa per la determinazione del prezzo di vendita nelle transazioni immobiliari. Il 70% di chi vende casa non considera importante l’efficienza energetica dell’immobile.
 
È il dato più eclatante che emerge dal “Rapporto Annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano 2013. Valori, trend di mercato e previsioni per il 2014” elaborato dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (FIAIP) e dall’Istituto per la Competitività (I-Com) con la collaborazione dell’ENEA.
 
L’indagine, per la prima volta in Italia, ha scattato una fotografia delle transazioni immobiliari rispetto alla classe energetica, partendo dalle agenzie immobiliari, attori strategici in questo campo, dal momento che tutti gli atti di compravendita devono essere corredati dall’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
 
Il Rapporto ha analizzato la percezione del mercato rispetto all’efficienza energetica: circa il 50% degli acquirenti non ha una percezione adeguata dell’importanza del tema dell’efficienza energetica. Dall’altro lato, quasi il 70% di chi vende casa non la considera importante, cioè l’efficienza energetica non è percepita come un valore dai proprietari che collocano un immobile sul mercato.
 
I proprietari, quando decidono di ristrutturare la loro abitazione, non si sentono di affrontare un extra costo del 10-15% per migliorarne l’efficienza energetica, nonostante questo permetta di incrementare considerevolmente il valore dell’immobile e comporti risparmi nei consumi nell’ordine del 35%.
 
Non stupisce quindi che, sulla totalità degli immobili compravenduti, circa il 70% sono in classe energetica G, tranne che per il segmento delle nuove costruzioni, nel quale comunque la classe G rappresenta il 20%. Sorprende la grande percentuale di immobili di classe energetica scadente fra gli immobili ristrutturati, segno che le ristrutturazioni edilizie trascurano troppo spesso gli aspetti energetici.
 
Impietosa la fotografia che gli agenti immobiliari fanno dell’utilità della certificazione energetica degli edifici: il 60% del campione intervistato la ritiene uno strumento non utile per chi vende o acquista un immobile.
 
La scarsa fiducia in questo strumento è dovuta all’attuale impostazione della certificazione energetica degli edifici: oltre l’83% del campione ritiene che vada rivista, al fine di aumentare la percezione del valore di mercato di un immobile efficiente rispetto ad uno meno efficiente, mentre la quasi totalità del campione indica come priorità quella di aumentare i controlli sulla qualità tecnica delle certificazioni.
 
Il finanziamento degli interventi di riqualificazione energetica è visto come un ostacolo da oltre il 63% del campione (il 27% lo giudica critico o addirittura molto critico). La questione del credito è centrale: chi intende riqualificare il proprio immobile dovrà avere a disposizione strumenti nuovi, che coinvolgano anche gli agenti immobiliari quale canale diretto di promozione.
 
Per concludere, l’indagine ha evidenziato la necessità di incentivare la convergenza di domanda e offerta verso standard energetici-ambientali più elevati, non solo per conseguire gli obiettivi di risparmio energetico nel settore immobiliare, ma anche per contribuire alla ripresa economica del comparto edilizio.



 
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Altri commenti
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Pierugo

Ma c'era bisogno di scrivere un articolo del genere? Quanto tutti sanno che chi chiede la certificazione "me lo ha detto il Notaio...ah ma guardi, io l'ho già venduta, mi serve solo per l'atto!"