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URBANISTICA

Dal 2015 l’Italia avrà 10 Città metropolitane

di Rossella Calabrese

Via libera al Decreto Delrio: le Province resteranno come enti di area vasta con poche funzioni

Vedi Aggiornamento del 23/11/2015
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28/03/2014 - Dal 1° gennaio 2015 in Italia nasceranno le Città metropolitane e le nuove “aree vaste provinciali” saranno gestite da assemblee di sindaci. Lo prevede il disegno di legge “Delrio” (ddl 1212/2013), approvato dal Senato.
 
Il testo - spiega il Governo - articola il governo del territorio in due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni. Le funzioni di area vasta, cioè sovracomunali e di area vasta, saranno invece assegnate ai sindaci eletti nei Comuni, che se ne occuperanno a titolo gratuito, riuniti in enti di secondo livello.
 
Sono prefigurate in questo modo le Città metropolitane, gli enti di area vasta-Province e, fino all’entrata in vigore della riforma costituzionale, le Unioni dei Comuni.
 
Le Città metropolitane saranno 9: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale. Reggio Calabria viene rimandata alla scadenza degli organi provinciali 2016. La Città metropolitana - si legge nella nota di Palazzo Chigi - avrà funzioni istituzionali di programmazione e pianificazione dello sviluppo strategico, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione.
 
Le Province restano come enti di area vasta, strutture leggere con poche funzioni, agenzie di servizio ai Comuni, in attesa dell’abolizione costituzionale. Manterranno  poche funzioni tra cui la pianificazione dei servizi di trasporto, la costruzione e gestione delle strade provinciali, la programmazione provinciale della rete e la gestione dell’edilizia scolastica.
 
Non appena sarà approvata la legge, scatterà l’immediata abolizione del livello politico elettivo delle Province (tra presidenti, giunte, consiglieri e staff si tratta di oltre 3.000 persone). Ciò si tradurrà in un risparmio di 110 milioni di euro subito ma anche, dal 26 maggio 2014, dei costi elettorali. I maggiori risparmi e vantaggi consistono però, una volta a regime, nell’efficientamento delle funzioni e nella semplificazione dei livelli amministrativi e burocratici.
 
Il disegno di legge dà forte impulso ai piccoli e piccolissimi Comuni perché si organizzino in Unioni dei Comuni semplificando i percorsi burocratici. La norma riguarda il 75% degli circa 8000 Comuni italiani, che contano meno di 5.000 abitanti, dei quali la maggior parte (4.000) sono al di sotto dei 2.500, un presidio diffuso del territorio ma che deve lavorare in sinergia per dare risposte efficienti ai cittadini.
 
Insieme alla redistribuzione delle funzioni delle Province, il disegno di legge prevede di redistribuire anche le funzioni  e i compiti degli enti pubblici intermedi e la loro conseguente soppressione, in linea con le indicazioni della Spending Review.
 
Soddisfatto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. “Poniamo le premesse per una nuova riorganizzazione dello Stato. Le Città metropolitane diventeranno il luogo della competizione economica con le altre grandi aree europee e luogo di coordinamento efficace dei servizi pubblici. Le Province restano per ora solamente come agenzie di servizio ai Comuni e non più con funzioni duplicate per una pubblica amministrazione più efficiente e più semplice”.
 
Ora il disegno di legge Delrio torna alla Camera per l’ok definitivo.



 

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