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NORMATIVA

È l’edilizia il settore col maggior numero di procedure complicate

di Paola Mammarella
Commenti 42020

Presentati dal Ministero per la Semplificazione i risultati della consultazione telematica sulle 100 procedure più complicate da semplificare

Vedi Aggiornamento del 01/12/2016
Commenti 42020
16/04/2014 - Le autorizzazioni edilizie sono in cima alla classifica delle procedure più complicate. Lo denunciano i cittadini e le imprese che hanno partecipato alla consultazione telematica sulle “100 procedure più complicate da semplificare”, lanciata dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione in collaborazione con la Conferenza delle Regioni, l'Anci, Associazione nazionale comuni italiani, e l'Upi, Unione delle province italiane.
 
Nonostante i tentativi di semplificazione avvenuti negli anni, cittadini e imprese mettono sotto accusa i tempi lunghi per ottenere i titoli abilitativi, l’alto numero di enti coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e l’assenza di un riferimento normativo certo, con leggi statali e regionali che spesso si contraddicono e differenze nei moduli da utilizzare anche tra comuni vicini.
 
In generale, il permesso di costruire si colloca in testa all’elenco delle procedure più complicate e lunghe. Nell’edilizia industriale, ad esempio, per ottenere le autorizzazioni utili al rilascio del permesso di costruire serve il doppio del tempo che si impiega per i lavori. Se la realizzazione dello stabilimento porta via un anno, ne servono quindi due per i permessi.
 
Tra le altre procedure da semplificare è inoltre indicata l’autorizzazione paesaggistica, che risulta sproporzionata per piccoli interventi come il taglio di alberi isolati o la realizzazione di comignoli e portoni.
 
A detta di cittadini e imprese non si salvano neanche Dia, Scia e Comunicazione degli interventi di edilizia libera, pensati proprio per snellire le procedure e rendere più agevole la realizzazione dei lavori. Molto spesso, infatti, gli iter per la presentazione di questi documenti sono soggetti alle diverse interpretazioni degli uffici tecnici.
 
Ad essere considerata troppo onerosa è, inoltre, l’autorizzazione sismica, che alcune amministrazioni richiedono anche per la realizzazione di loculi cimiteriali.
 
I professionisti e le imprese giudicano poi eccessivi i documenti da presentare per la partecipazione alle gare d’appalto. In particolare sono considerati onerosi i tempi e il numero di adempimenti per ottenere il Durc, Documento unico di regolarità contributiva, la documentazione antimafia e le attestazioni Soa.
 
Per finire, a gravare sulle imprese sono le autorizzazioni ambientali, soprattutto la normativa sulla VIA, considerata di difficile comprensione e con un sistema di rilascio dei pareri ancora farraginoso.

“Questi risultati - ha reso noto il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione Maria Anna Madia  - rappresentano per il Governo una base conoscitiva indispensabile per avviare una nuova politica di semplificazione, in grado di rispondere alle domande di cittadini e imprese. Sarà predisposta l'agenda per la semplificazione, condivisa con le Regioni e gli Enti Locali: per ciascuna delle priorità indicate dai cittadini e dalle imprese saranno individuati obiettivi, risultati attesi, tempi e responsabilità per realizzarli. Infine massima trasparenza: lo stato di avanzamento degli interventi di semplificazione sarà verificabile sulle pagine web del Dipartimento della Funzione Pubblica.”



 
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Altri commenti
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Engli

L’attività burocratica dei Comuni con riguardo alle pratiche edilizie ed urbanistiche è impressionante e sta portando al fallimento gli studi professionali. Sto attendendo da otto mesi l’efficacia di una D.I.A. per un ampliamento di metri quadri 24 di negozio in Jesolo in attuazione di una norma sulle distanze tra i fabbricati specificatamente prevista nel Piano di Recupero nell’ambito del quale tale negozio è stato a suo tempo costruito. Gli uffici comunali hanno fatto di tutto per ostacolare tale intervento: dall’emissione del “diniego” dopo i 30 giorni previsti per legge, dalla ripetuta sospensione del procedimento, dalle richieste di elaborazioni inutili con un appesantimento folle del procedimento, dal “blocco” della D.I.A. già divenuta efficace, da continui chiarimenti, da un’errata interpretazione della normativa, dalla richiesta di carteggio già in possesso del Comune, ecc.. L’unica cosa da fare per far operare diligentemente i funzionari comunali, e quindi salvare le libere professioni tecniche, è far approvare dal Ministero per la semplificazione una norma che dia la possibilità al Sindaco di trasferire in altro settore o altro ente, con conseguente diminuzione della qualifica tecnico-amministrativa, quei funzionari che vengono denunciati più di due volte da un cittadino o da un professionista per incapacità nell’applicazione dei regolamenti comunali o per sovraffaticamento inutile delle istruttorie tecniche.

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Mario

Sono un geometra di un Comune di media grandezza con 38 anni di esperienza in progettazione e Direzione Lavori di cantieri più disparati e anche di notevole importanza economica che, oltre a richiedere una buona dose di conoscenze professionali non fornite da nessuno ma comunque pretese, necessitano anche e soprattutto di accurate e frequenti verifiche in loco per poter garantire la necessaria qualità del prodotto finito del quale il tecnico ne è responsabile sia civilmente che penalmente. Ora, tutte le mansioni burocratiche che vanno dalle richieste del DURC alla registrazione al SITAR e che passano dagli incontri per definire le aliquote IVA da applicare e arrivano alle pratiche da sbrigare per subappalti con quotidiana verifica di decine di incartamenti, impediscono di fatto lo svolgimento del lavoro di progettazione pura e di effettiva Direzione Lavori con conseguenze spesso negative sulla esecuzione dell'opere che, se non puntualmente seguite, portano a realizzazioni pubbliche di scarsissima qualità magari realizzate in tempi biblici. Quindi meno carte, meno burocrazia per garantire la auspicabile maggior presenza sui lavori

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Juri

Sono un geometra di un ufficio tecnico di un piccolo comune di 2700 abitanti. Sono da solo da 17 anni ad occuparmi di edilizia privata e lavori pubblici. Non riesco a stare dietro a tutte le novità normative e contemporaneamente svolgere il mio lavoro che va dalla firma di un appalto alla chiusura di una busta per la corrispondenza. La dimostrazione del paradosso che si sta complicando nel nome della semplificazione, è che siamo di continuo invitati a partecipare a seminari e/o giornate studio per spiegare e cercare di interpretare nel modo più corretto delle norme che quotidianamente qualcuno si inventa. Non sarebbe più comodo fare una normativa, una volta per tutte, semplice chiara e soprattutto di univoca interpretazione? C'è bisogno di più gente che tappi i buchi per le strade, di gente che "deve" inventare norme per giustificare il suo stipendio.

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Fabio

Bene, dopo aver sparlato di tecnici comunali ed enti pubblici, vi dico la mia dopo + di 30 anni di esperienza di qua e di la della scrivania (pubblica): eliminazione di tutte le leggi regionali, provinciali e comunali, basta una sola norma nazionale con procedure informatizzata tipo docfa per il rilascio di quello che era la licenza edilizia, nulla osta o concessione, chiamatela come volete, ma rilasciata dallo stato e da chi dipende esclusivamente da quello e che abbia fatto tanto di concorso pubblico per accedere a quel posto. Oggi abbiamo solo semplificato complicandoci ulteriormente la vita con i tirapiedi di turno di un sindaco, di un assessore e di un politico interpretando ed inventando a piacimento norme e regolamenti regionali e locali che regolano ciò che dovrebbe essere uguale in tutta Italia, altro che devolution. Ma possibile che un volume, una Slp o una superficie coperta siano diverse per ogni comune? possibile che un disabile per entrare in un ascensore debba avere ritrovarsi una porta diversa a seconda se abiti in una regione o in un'altra? Ex federalista convinto-

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f.limiti@archiworld.it

Esimi colleghi, faccio una proposta banale. Avete presente il CERTIFICATO DI AGIBILITA' ? Bene, è una prerogativa esclusivamente italiana; una delle innumerevoli inutili autorizzazioni che infestano il nostro quotidiano. Sarebbe proprio cervellotico pensare di sostituirla con una semplice certificazione di idoneità all'uso a firma di un tecnico? E ancora a proposito di semplificazione: quand'è che inizieremo a rifiutare di sottometterci alla vessazione dei crediti formativi? Saluti a tutti

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Un ingegnere italiano

ATTENZIONE! Dopo anni di semplificazioni (valle a spiegare al committente!!!!) nei tavoli della politica si sono accorti che è tutto troppo complicato (forse loro non hanno bisogno di Permessi, SCI, VIE, DIE, DAIE, ECC.)!!!! Dai che forse adesso riuscirò a fare la cuccetta del cane!

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arch. A.P.

1) Meno potere alle soprintendenze che stanno distruggendo i centri storici congelandoli nel nome della conservazione: imparino a confrontarsi con la storia e con le tecniche/tecnologie moderne: la città di cui fanno parte anche i centri storici, sono un organismo vivente, che ha necessità di modificarsi, di riorganizzarsi, cmq nel rispetto della storia. esempio: una monofinestra in sostituzione ad una a due ante, non può cambiare l'aspetto di un edificio, nè prescriverne la storicità, anzi ne evidenzia magg. il prospetto. e giù di relazioni paesaggistiche, cia, scia e quant'altro!!! 2) i tecnici degli U. T. interpretano il R.E./ P.R.G. e tutti gli altri documenti "normativi" secondo l'umore del giorno. hanno un potere che non sanno adoperare perchè non sono preparati a ciò: il 27 arriva ogni mese! é necessario ridare RESPONSABILITA' a questi signori ad incominciare dai dirigenti che DEVONO fare i dirigenti e non avere paura della propria ombra!!!! L''introduzione delle SCIA, CIA, CILA...ha comportato solo il totale trasferimento delle responsabilità al progettista/D.L. è inconcepibile che un prof. tecnico sia costretto a fare l'avvocato di se stesso prima ancora di tracciare una riga. città di BUROCRAZIA, altro che di architettura...infatti l'architettura in Italia si è fermata al Rinascimento con una puntatina al razionalismo degli anni '20/30 3) E' necessario far capire ai sigg. tecnici degli U.T. che gli incontri (una mattina e un pomeriggio alla settimana previo appuntamento!!!) non devono essere processi alle intenzioni del progettista (bandito a priori!), ma interlocutori, di verifica e collaborazione a trovare adeguate soluzioni nel rispetto delle norme. 4) e concludo, non è più accettabile che ciò che va bene in un ufficio, non vada più bene in quello attiguo!

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Maurizio

Ci sono troppe norme che a prima vista dovrebbero tutelarel'interesse pubblico e privato ma che offrono un paravento a coloro che dovrebbero essere responsabili ad esempio di un procedimento autorizzativo come le deroghe ai tempi di risposta ufficiale che dilatano i termini del rilascio dell'autoeizzazione edilizia quasi sempre per motivi di disservizio interno all'Amministrazione Pubblica. Questi comportamenti dilatori dovrebbero essere sanzionati sia economicamente e in alcuni casi gravi penalmente, poichè possono portare al dissesto degli imprenditori. Un altro problema sono le responsabilità in capo ai proprietari che appaltano lavori e che si trovano a dover rispondere dell'imperizia delle imprese appaltatrici e sono invece le prime vittime, a cosa servonio allora albi professionali, certificazioni di conformità e corretta esecuzione dei lavori e degli impianti? se poi il primo che viene chiamato in causa è il proprietario che appalta i lavori?

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Giovanni

Ingegnere, libero professionista che esercita solo la libera professione da 36 anni e solo per Enti Pubblici. Devo sottoscrivere assolutamente quanto scritto dal geom. Massimo. Potrei aggiungere pagine su pagine nel merito della situazione attuale e di come è venuta a crearsi, ma non è qui il caso. Mi limito a proporvi questa considerazione: già da alcuni anni gli Enti Pubblici sono paralizzati nella esecuzione di Lavori Pubblici. La miriade di impiegati inutili ma non licenziabili che occupano le varie sedie, dovendo giustificare il loro stipendio, producono l'unica cosa che sanno produrre: burocrazia !

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sonia calabresi

Le procedure complicate servono solamente ad alimentare il l clientelismo : SE VAI DA "QUEL" TECNICO, il tecnico legato politicamente, tutto sarà più semplice!! Non è solo questione di snellire le procedure, la vera questione è SRADICARE una mentalità MARCIA tipica del SISTEMA ITALIA!!!

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Claudio

In 35 anni di attività ho riscontrato un costante peggioramento della situazione e, sopratutto negli ultimi anni, veramente incredibile. Sotto il profilo sismico, ad esempio, si sono fatte leggi e regolamenti complicati, che in teoria ci pongono all'avanguardia, ma non esistono i controlli. Se fossero state rispettate, le vecchie leggi sarebbero state sufficienti a garantire la sicurezza. Invece si omettono i controlli e si fanno nuove leggi sempre più severe che non servono a nulla se non a penalizzare gli onesti....

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Massimo

Speriamo che Renzi, una volta per tutte, risolvi il problema "burocrazia" alla radice. Dopo 35 anni di Geometra posso "certificare" che è peggio dei primi anni (1980)! Perché? E di chi è la colpa? La prima: legislatori incompetenti o, peggio ancora, corrotti! La seconda: gli addetti agli Uffici Comunali sono, nella maggior parte, scansafatiche e inoltre si "inebriano" del potere loro assegnato. Andate a vedere come è complicato inviare una pratica SUAP per via telematica ! Altro che progresso.... Massimo52

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giuseppe Pontoriero

serve tutto per far costruire chi non può costruire ed in posti dove non si può costruireper primi gli amici degli "amici" politici e non solo. Vogliono risolvere il problema basta una perizia giurata di un tecnico abilitato, se dichiara il falso cancellazione in via definitiva del titolo abilitativo, i sindaci entro tre mesi debbono fare un regolamento edilizio secondo il codici edilizio e basta. non si rispetta l'ambiente e le altre "regole" con i piani ed i nulla osta solo con la cultura

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arch Claudio Gera

I problemi che bloccano il comparto dell'edilizia sono tutte legati alla legislazione in essere che per giunta riconduce nel penale la maggior parte delle cosiddette "infrazioni" Non ci sarà mai semplificazione delle procedure finchè non si cambiano le norme rendendole superflue. Se un PRG prevede la possibilità di edificare, e lo strumento urbanistico nonchè il Regolamento Edilizio del luogo prevedono standard e criteri progettuali, deve essere sufficiente il deposito del progetto, fine dell'iter. Se entriamo poi nel campo dei pareri paesaggistici si tocca il ridicolo. Spesso si toccano edifici esistent anche di recente costruzione, quindi nulla di storico o vincolatoi, può un lucernario su un tetto alterare il paesaggio, magari pure su una falda non visibile?


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