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NORMATIVA

Addio province, niente più elezioni già da maggio 2014

di Rossella Calabrese

Al loro posto enti di area vasta senza organi politici. In arrivo 10 Città metropolitane e Unioni di Comuni

Vedi Aggiornamento del 21/07/2015
07/04/2014 - Dal 1º gennaio 2015 l’assetto istituzionale degli enti locali italiani sarà rinnovato, con Città metropolitane guidate dai sindaci dei territori ed enti per l’area vasta provinciale senza organi politici elettivi.
 
Lo prevede il disegno di legge Delrio “Disposizioni su Città metropolitane, Province e Unioni dei Comuni” approvato giovedì scorso in via definitiva dalla Camera.
 
Non si andrà al voto per le Province già dal 25 maggio 2014. Resteranno dunque soltanto due livelli amministrativi a elezione diretta: Regioni e Comuni. Non saranno rinnovati 86 presidenti, 700 assessori e 2.700 consiglieri.
 
Le province come enti di area vasta saranno guidate dai sindaci e consiglieri comunali, a titolo gratuito. Il Governo prevede un risparmio iniziale di 110 milioni di euro e di 700 milioni con il riordino delle funzioni e una maggiore efficienza. Molte funzioni saranno trasferite a regioni e comuni, insieme al personale necessario. Alle province resteranno le competenze su edilizia scolastica, strade provinciali, ambiente e pari opportunità.
 
Le Città metropolitane saranno 10: da subito Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale. Reggio Calabria viene rimandata alla scadenza degli organi provinciali 2016.
 
Nelle città metropolitane - si legge nella nota del Governo - vivono 20 milioni di italiani, si produce il 35% del Pil, esse rappresentano quindi i maggiori centri economici, di ricerca, di servizi, dei trasporti.  Un approfondimento su questo tema è nel Rapporto “Città metropolitane” di Cittalia.
 
Della città metropolitana faranno parte tutti i Comuni del territorio provinciale. La guida sarà affidata al sindaco del Comune capoluogo, insieme con il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana: i sindaci e i consiglieri, eletti nei Comuni si impegneranno a titolo gratuito.
 
Le città metropolitane - spiega il Governo - sono attese da 30 anni. Nascono per mettersi in dialogo con i sistemi urbani più avanzati e diventare motore di sviluppo e di azione strategica del Paese.
 
Le città metropolitane svolgeranno le funzioni fondamentali delle vecchie province e in più si occuperanno di: sviluppo strategico, economico e sociale del territorio metropolitano; mobilità e viabilità; gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione; ecc.
 
Il testo incentiva le unioni e le fusioni tra i piccoli Comuni, alle quali è potenzialmente interesso il 75% dei comuni italiani, che ha una popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Le Unioni potranno esercitare tutte le funzioni fondamentali dei Comuni, a cui si aggiungeranno quelle su anticorruzione, trasparenza e revisione dei conti. Grazie a questa nuova legge, il Governo conta di garantire servizi locali più efficienti, un assetto amministrativo più moderno e una riduzione dei costi della politica.
 
A invarianza di spesa rispetto a oggi, nei Comuni fino a 3.000 abitanti, ci saranno 10 consiglieri e 2 assessori nei Comuni fino a 10.000 abitanti, 12 consiglieri e 4 assessori.
  
La legge prevede, infine, la ristrutturazione degli enti territoriali: Regioni, Province e Comuni devono accelerare la soppressione di enti e agenzie non indispensabili ma che esercitano in loro vece funzioni fondamentali. Il piano andrà presentato entro 6 mesi dall’approvazione della legge.
 
Lo schema di disegno di legge era stato presentato il 26 luglio scorso dal Governo: dopo la prima approvazione alla Camera il 21 dicembre, il parere favorevole del Senato il 26 marzo, è arrivato l’ok definitivo da parte dei Deputati.
 


 
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