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Campania, 53,4 milioni per il rilancio industriale delle aree di crisi

di Rossella Calabrese

Tra i beneficiari delle agevolazioni anche gli studi di architettura, ingegneria e di design di mobili

Vedi Aggiornamento del 18/11/2016
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04/02/2014 - È stato pubblicato il Bando da 53,4 milioni di euro per il rilancio industriale delle aree di crisi della Campania e la riqualificazione del suo sistema produttivo.
 
Il Bando (DM 13 febbraio 2014) prevede agevolazioni in favore di programmi di investimento finalizzati al raggiungimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale, relativi a unità produttive ubicate nelle aree di crisi della Campania, per promuoverne il rilancio industriale e la riqualificazione del sistema produttivo.

La dotazione finanziaria complessiva di 53,4 milioni di euro è così ripartita tra le cinque aree di crisi:
- 10.680.000 euro all’area di crisi di Airola
- 7.155.600 euro all’area di crisi di Acerra
- 7.155.600 euro all’area di crisi di Avellino
- 14.204.400 euro all’area di crisi di Caserta
- 14.204.400 euro all’area di crisi di Castellammare di Stabia.
 
Possono partecipare al bando le società, anche consortili, iscritte nel Registro delle imprese, in regola dal punto di vista fiscale, contributivo e delle norme edilizie, del lavoro e della salvaguardia dell'ambiente.
 
Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi, relativi a unità produttive ubicate nella Macro area di crisi, riguardanti:
- le attività manifatturiere (Ateco 2007, sezione C) tranne siderurgia, cantieristica navale, industria carboniera e fibre sintetiche;
- produzione e distribuzione di energia elettrica e calore (Ateco 2007, sezione D) limitatamente agli impianti che concorrono all’incremento dell’efficienza energetica e al risparmio energetico, con potenza fino a 50 MW elettrici;
- attività di servizi (magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, telecomunicazioni, informatica, ricerca e sviluppo, gestione dei rifiuti e risanamento, attività professionali tra cui: studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici, design e styling di mobili e altri beni per la casa).
 
Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato e del contributo in conto impianti.
 
Il finanziamento agevolato, che deve essere assistito, per la linea capitale, da garanzie ipotecarie, bancarie e/o assicurative, è concesso, nella misura del 30% degli investimenti ammissibili; ha una durata massima di 10 anni oltre un periodo di preammortamento di massimo 2 anni, commisurato alla durata del programma.
 
Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni. Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno.
 
Il contributo in conto impianti sarà compreso tra il 3% e il 45% degli investimenti ammissibili e fino a concorrenza dell’intensità massima di aiuto concedibile.
 
I beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie o finanziamento esterno, senza sostegno pubblico, pari almeno al 25% del totale delle spese ammissibili e sono tenuti all’obbligo del mantenimento dei beni agevolati per almeno 5 anni (3 anni nel caso di PMI) dalla data di ultimazione del programma.
 
Sono ammissibili i programmi di investimento che prevedono:
a) la realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
b) l’ampliamento e/o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
c) la realizzazione di nuove unità produttive o l’ampliamento di unità produttive esistenti che eroghino i servizi ammessi agli aiuti.
 
I programmi di investimento devono comunque prevedere un incremento occupazionale. Le imprese beneficiarie delle agevolazioni dovranno assumere prioritariamente lavoratori in CIG o in mobilità e residenti nell’area di crisi, pena la revoca degli aiuti.
 
Sono ammessi alle agevolazioni i programmi di importo compreso tra 1 e 20 milioni di euro. Solo per le attività di servizi l’importo minimo è pari a 500.000 euro.
 
Il Bando è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a graduatoria.
 
Con successiva circolare saranno fornite specifiche indicazioni inerenti a: tipologia delle spese ammissibili; modalità di accesso alle agevolazioni; termini di presentazione della domanda; modalità di richiesta delle erogazioni.
 


 

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