Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
NORMATIVA

Con i bandi di gara online, meno spese per imprese ed enti pubblici

di Paola Mammarella

Oice: l’obbligo di rimborsare le Stazioni Appaltanti dei costi di pubblicazione non dovrebbe ricadere su chi si aggiudica una gara

Vedi Aggiornamento del 06/06/2014
Commenti 10333
28/04/2014 – La pubblicazione dei bandi di gara solo online e in Gazzetta Ufficiale implicherà un risparmio per Stazioni Appaltanti e aggiudicatari. È quanto sostiene la relazione tecnica del DL 66/2014 sulla Spending Review.
 
Il Dl sulla Spending Review prevede che i bandi di gara non saranno più pubblicati sui giornali, ma solo sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti della Stazione Appaltante, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Osservatorio sui contratti pubblici. Nel caso in cui gli importi siano inferiori a 500 mila euro, il bando deve essere pubblicato anche sul sito dell’Albo pretorio del Comune interessato.

Come si legge nella relazione tecnica, nel 2013 le spese per la pubblicazione sui quotidiani hanno raggiunto i 120 milioni di euro. Il 60% di questa cifra, cioè 72 milioni di euro, è stato rimborsato dagli aggiudicatari, lasciando 48 milioni a carico delle Stazioni Appaltanti.
 
La pubblicazione dei bandi in Gazzetta Ufficiale, spiega la relazione tecnica, è invece costata 27 milioni di euro. Dalle proiezioni effettuate, si stima quindi un risparmio annuo di 75 milioni per le Amministrazioni aggiudicatrici.
 
Allo stesso tempo, la relazione tecnica sostiene che ci sarebbero ripercussioni positive anche per gli aggiudicatari. Ricordiamo infatti che la Legge Sviluppo bis 221/2012 ha previsto che dal primo gennaio 2013 le spese per la pubblicazione dei bandi siano rimborsate dall’aggiudicatario entro 60 giorni.
 
Venendo meno la pubblicazione sui quotidiani, sarebbe quindi eliminato un costo a carico dei progettisti e delle imprese che si aggiudicano un appalto.
 
Non la vede in questi termini l’Oice, associazione di categoria che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico economica, che ha chiesto al Governo l’eliminazione dell’obbligo di rimborso.
 
“Non possiamo accettare – si legge in una nota del presidente dell’Oice Patrizia Lotti - che invece di eliminare l’obbligo, si sia provveduto semplicemente a modificare l’oggetto del rimborso”. A detta del presidente, si tratta di un obbligo iniquo ed è incomprensibile che sia stato mantenuto in un provvedimento che dovrebbe ridare fiato all’economia e aiutare la ripresa.
 
“Una cosa - conclude il Presidente Oice - è la condivisibile operazione di spending review attuata con i tagli alle inefficienze, altra cosa è fare pagare agli operatori privati costi che sono della Pubblica Amministrazione”.
 
Per diventare operative, le novità dovranno ora essere confermate con la conversione in legge.



 

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui