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NORMATIVA

Ingegneri: l’Authority non va abolita ma rinnovata’

di Rossella Calabrese
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Il CNI chiede che l’Autorità abbia poteri sanzionatori. Appena pubblicato un Regolamento sul tema

Vedi Aggiornamento del 25/06/2014
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01/04/2014 - Abolire l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici. È una delle proposte contenute nel Piano Cottarelli per la riduzione dei costi della Pubblica Amministrazione. Ma il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) non è d’accordo.
 
Secondo Armando Zambrano, Presidente del CNI, “l’Autorità deve essere profondamente rinnovata. Ad esempio bisogna verificare la possibilità di coinvolgere gli Ordini, che - ricordo - sono enti di diritto pubblico vigilati dal Ministero della Giustizia, nell’attività di monitoraggio sulla corretta gestione degli affidamenti pubblici, che da sempre costituisce un grande punto debole”.
 
Attualmente, fanno notare gli ingegneri, il loro Ordine svolge un monitoraggio costante sui bandi di progettazione. Grazie alla loro capillare diffusione sul territorio, gli Ordini possono svolgere efficacemente la funzione di “sentinelle della legalità” in un’ottica sussidiaria rispetto ai pubblici poteri.

“È vero che i risultati ottenuti finora dall’AVCP sono modesti ed al di sotto delle aspettative - afferma Zambrano - ma è anche vero che all’Autorità il legislatore non ha mai voluto concedere quei poteri sanzionatori che ha invece da sempre riconosciuto ad altre Authority, prima tra tutte quella sulla concorrenza. Tali poteri avrebbero reso certamente più efficace la sua azione”.
 
Secondo gli ingegneri, il persistere di una illegalità diffusa nel mondo dei contratti pubblici, confermata dalla recente indagine sulla regione Lombardia, fa ritenere necessaria la permanenza di una istituzione di vigilanza.
 
Un passo avanti in questa direzione è costituito dal nuovo Regolamento sul potere sanzionatorio dell’Authority, pubblicato il 27 marzo scorso, che disciplina il procedimento per l’esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità per l’irrogazione delle sanzioni amministrative, pecuniarie ed interdittive, ai sensi dell’articolo 6, comma 11, articolo 7, comma 8, articolo 38, comma 1-ter, articolo 40, comma 9-quater, articolo 48, commi 1 e 2 del Codice degli Appalti (Dlgs 163/2006) nonché ai sensi degli articoli 73 e 74 del Regolamento di esecuzione ed attuazione (DM 272/2007).
 
“L’Autorità - conclude Zambrano - merita di sopravvivere, ma deve essere rinnovata anche nella sua governance. L’ingresso degli Ordini professionali nel Consiglio potrebbe costituire  un elemento su cui fondare un rinnovamento non più procrastinabile”.



 
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