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NORMATIVA

Per la veranda provvisoria non servono permessi edilizi

di Paola Mammarella
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CdS: se è poggiata e non ancorata, è un arredo esterno anche in presenza di binari di scorrimento

Vedi Aggiornamento del 02/02/2017
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24/04/2014 – La veranda poggiata e non ancorata al pavimento non richiede nessun titolo abilitativo. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 1777/2014.
 
Secondo il CdS, anche se la veranda è composta da pannelli che richiedono dei binari di scorrimento, la struttura deve essere considerata un arredo esterno facilmente amovibile.
 
Il Consiglio di Stato ha esaminato il caso di una struttura costituita da due pali dello spessore di 8,50 per 11,50 centimetri, poggiati sul pavimento del terrazzo a livello, e da quattro traverse con binario di scorrimento a telo in PVC della superficie di 15 metri quadri, dell’altezza variabile da 2,80 a 2,10 metri, ancorata al sovrastante balcone e munita di una copertura rigida di 4 metri quadri a riparo del telo retraibile.
 
Dato che il Comune aveva inizialmente imposto la sospensione dei lavori e la demolizione di quanto realizzato, il proprietario dell’abitazione, che stava realizzando la veranda, aveva fatto ricorso al Tar.
 
Il Tribunale Amministrativo aveva però respinto il ricorso, confermando la decisione del Comune.
 
Parere opposto è stato invece espresso dal Consiglio di Stato, che nella struttura realizzata non ha visto né un aumento di volume e della superficie coperta né la creazione o la modificazione di un organismo edilizio, né l'alterazione del prospetto o della sagoma dell'edificio.
 
Come si legge nella sentenza del CdS, data la facilità con cui può essere rimossa e l’assenza di tamponature verticali, la veranda realizzata non può modificare la destinazione d'uso degli spazi esterni.
 
Al contrario, ha concluso il CdS, la struttura deve essere considerata un arredo esterno con la funzione di riparo e protezione. Una sorta di intervento di manutenzione volto a migliorare la fruizione temporanea dello spazio esterno, per cui non è necessario nessun titolo abilitativo.
 
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Altri commenti
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Toni

Ciao a tutti, mi trovo attualmente anche io nella stessa situazione , ho realizzato circa 13 anni fà una tettoia addossata al muro per circa 15 mq di cui la prima parte 8 ml x 1 ml con perline e carta ardesia il restante con telo non pvc che durante la pioggia l'acqua filtra. Diciamo che la parte in perline fù realizzata per coprire porte e finestre esposte alle intemperie non si potevano aprire durante la pioggia causa filtraggio acqua in casa. il vicino, qualche mese fà mi mandò un controllo edilizio dal comune tramite i vigili urbani con conseguente richiesta degli stessi di rimuovere la copertura di perline ed al loro posto mettere stesso telo come quello già esistente non impermeabile, causa demolizione dopo successivo controllo. Adesso, la mia domanda e, con questa sentenza del CdS come ci se dovrà comportare??? Varrà l'ordinanza comunale su questa sentenza??? Oppure la stessa prevarrà sulla comunale annullando le ordinanze locali?? Chi può darci una risposta in merito???

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MAIUSCOLO

vediamo se ho capito bene, il CDS viene chiamato in causa per chiarire (forse) una controversia per una tenda/veranda/copertura con chiusura precaria. già solo la definizione di precarietà ha visto scontri "TITANICI" fra TAR, Cassazzione, CDS, etc..la domanda che mi pongo se non sia sufficiente leggere la La Lettera a Meneceo di Epicuro e stabilire se: tratta di "desideri naturali" ovvero necessari, cioè essenziali alla vita dell’uomo; non necessari; o desideri vani, se per vivere meglio la mia vita mi basta una veranda dove ripararmi dal sole e dalle intemperie devo saziare i desideri naturali necessari,....non importa se userò tasselli chimici, tiranti bulloni o chiodi, l'importante è aver la possibilità, con moderazione, di soddisfare i propri bisogni primari. .... in ogni caso si tratta di opere facilmente e sicuramente removibili con una semplice ordinanza comunale...se è proprio necessario.

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Vincenzo rizzo

Per un caso identico nel mio giardino, su denuncia di un inquilino del palazzo io ho dovuto fare progetto di sanatoria, pagare 500 euro di multa e ho subito una causa penale. L'assurdo e che la pergola poggiata ed addossata e stata realizzata dal costruttore, che io l'ho semplicemente acquistata dopo visita di agibilità dei tecnici comunali. Gli stessi che poi non volevano fare la sanatoria. Ho dovuto avviare un ricorso al TAR per avere approvato il progetto e poii a livello penale mi è stata contestata anche la mancanza di calcoli antisismicii perché i vigili l'hanno vista, in contrasto con le stesse decisioni comunali di sanatoria per mancata autorizzazione, come una costruzione abusiva!!Il tutto per una pergola di 10mq, appoggiata al suolo con delle viti!!