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PROFESSIONE

Fondi europei ai professionisti, in Italia si rischia l’esclusione

di Paola Mammarella

Rappresentanti delle professioni non invitati a discutere la distribuzione dei fondi strutturali. Tajani: includerli nella programmazione 2014-2020

Vedi Aggiornamento del 13/10/2015
18/04/2014 – Garantire ai professionisti l’accesso ai fondi europei. È la raccomandazione che Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, ha fatto all’Italia.
 
In una lettera inviata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, Tajani ha ricordato che ormai, con il Piano d'azione per le libere professioni presentato la settimana scorsa, i professionisti sono equiparati alle Piccole e medie imprese (Pmi) e che bisogna tenerne conto nella programmazione finanziaria 2014-2020.
 
“I liberi professionisti – si legge nella lettera inviata da Tajani a Delrio - possono essere beneficiari di fondi strutturali e spero quindi che l'Italia sappia riconoscere il loro ruolo nell'ambito della conclusione degli accordi di partenariato per il periodo finanziario 2014-2020”.
 
Le preoccupazioni di Tajani sarebbero fondate, almeno secondo il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, che ha annunciato un cammino in salita. Nonostante il varo del Piano che sblocca le risorse Ue, in Italia i rappresentanti dei professionisti non sono stati invitati al primo incontro per l’accordo di partenariato 2014-2020 sulla distribuzione dei fondi strutturali.
 
L’accesso ai fondi, sottolinea Stella, dipenderà dal modo con cui saranno redatti i bandi regionali che gestiranno i finanziamenti comunitari. Per questo il 7 maggio si terrà a Roma un vertice con gli assessori regionali competenti.

Per migliorare le opportunità dei liberi professionisti, il vicepresidente Tajani ha scritto anche al commissario all'occupazione Lazlo Andor proponendo di affiancare i professionisti dalla formazione alla pensione, passando per i fondi strutturali e d'investimento Ue. Secondo Tajani, il settore delle professioni liberali ha un “attivo interesse nelle opportunità di formazione offerte dal Fondo sociale europeo”. Ma non solo, perché i professionisti sono interessati anche a ottimizzare ulteriormente il funzionamento dei fondi pensione condividendo le buone pratiche.
 
Ricordiamo che il Piano d’azione per le libere professioni, presentato la scorsa settimana, permetterà ai professionisti di accedere ai fondi europei strutturali gestiti a livello nazionale o regionale, Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione e Cosme per la competitività e la crescita economica.
 
Si tratta di risorse prima riservate solo alle imprese per un orientamento interpretativo, tenuto dall’Unione Europea, che è stato rivisto.
 
A pesare sull’inversione di rotta dell’Ue è stato il giro d’affari messo in moto dai professionisti, che dà lavoro a 11 milioni di persone.



 
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