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PROFESSIONE

STP, ai professionisti va garantita la maggioranza nei voti

di Paola Mammarella
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Notariato: i soci professionisti possono essere meno, ma con una posizione dominante nelle decisioni

Vedi Aggiornamento del 09/07/2014
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17/04/2014 – Nelle Stp, Società tra professionisti, i soci professionisti devono avere la maggioranza dei due terzi. Ciò non significa che i professionisti devono avere la maggioranza numerica o detenere la maggioranza del capitale, ma solo che lo statuto sociale deve garantire loro una posizione dominante nelle decisioni.

Lo ha affermato il Consiglio nazionale del notariato, che con lo studio d'impresa n. 224-2014/I ha chiarito l'applicazione del DM 34/2013, sul funzionamento delle Società tra professionisti.

Il Consiglio nazionale del notariato ha spiegato che la maggioranza nel voto deve essere garantita da apposite clausole dello statuto capaci di assicurare ai professionisti la maggioranza nelle decisioni anche in caso di minoranza numerica.
 
I professionisti possono quindi anche essere, nelle società di persone o cooperative, meno dei due terzi dei soci o, nelle società di capitali, essere titolari di meno dei due terzi del capitale purché vengano adottate delle misure tali da garantire loro i due terzi dei voti.
 
La regola dei due terzi dei voti, spiega il Consiglio nazionale del notariato, vale per tutte le deliberazioni e decisioni dei soci, quindi per le delibere assembleari delle società di capitali e cooperative, per le modifiche dei patti sociali e le decisioni delle società di persone. In sostanza, si limita la possibilità che i soci non professionisti influiscano sulle scelte strategiche della società e incidano sullo svolgimento delle prestazioni professionali.
 
Ai professionisti è riconosciuta la possibilità di esercitare un potere dominante sulle decisioni che possono influire sull’espletamento dell’attività professionale, come i criteri di ripartizione degli incarichi, la scelta di collaboratori e ausiliari, la politica di determinazione dei compensi e le modalità di esecuzione della prestazione
 
Il venir meno di queste condizioni di maggioranza provoca lo scioglimento della società e la cancellazione dall'albo da parte del consiglio dell'ordine o del collegio professionale presso il quale la società è iscritta, salvo che non si ristabilisca la prevalenza dei soci professionisti entro sei mesi.
 
Ricordiamo che l’iter delle Società tra professionisti è iniziato con la Legge di stabilità per il 2012 e con la Legge Liberalizzazioni 27/2012, che hanno gettato le basi della riforma delle professioni abolendo le tariffe professionali.
 
In seguito è stato elaborato un regolamento ad hoc che ha definito le modalità di conferimento e di esecuzione dell’incarico, le cause di incompatibilità e il regime disciplinare.
 


 
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