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Pilkington per la Mostra 'Bernardino Luini e i suoi figli'

Parla l’Architetto Gianni Fiore che per lo Studio Lissoni ha curato la realizzazione di un evento unico al mondo

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Pilkington per la Mostra 'Bernardino Luini e i suoi figli' - Fotografie di Andrea Scuratti
Pilkington per la Mostra 'Bernardino Luini e i suoi figli' - Fotografie di Andrea Scuratti
Pilkington per la Mostra 'Bernardino Luini e i suoi figli' - Fotografie di Andrea Scuratti
08/05/2014 - La Mostra “Bernardino Luini e i suoi figli”, ospitata nella splendida cornice di Palazzo Reale a Milano è un evento eccezionale perché da al grande pubblico la possibilità di conoscere uno degli artisti meno noti ma più raffinati del Rinascimento italiano. L’allestimento della mostra è stato curato dallo Studio Lissoni che con eccelsa professionalità e cura maniacale dei dettagli, ha selezionato soluzioni espositive che hanno permesso il miglior possibile godimento delle splendide opere.

L’Architetto Gianni Fiore è colui che per lo Studio Lissoni ha seguito direttamente questo importante lavoro. Lo abbiamo intervistato a margine della Mostra riguardo all’utilizzo di Pilkington OptiView Protect OW by Pilkington, un vetro che associa tre importanti funzioni per le opere d’arte: consente la migliore visibilità per la bassissima riflessione della luce visibile, garantisce la protezione contro i rischi di atti vandalici, protegge dai raggi ultravioletti.

La Mostra in questione, di cui Pilkington Italia è sponsor tecnico, è il primo caso di utilizzo così prestigioso del prodotto in Italia.

Architetto Fiore, perché avete scelto Pilkington OptiView Protect OW?
Tra le difficoltà che l’allestimento di una mostra di arte antica comporta, la principale è sicuramente legata agli aspetti conservativi delle opere, provenienti da condizioni termoigrometriche particolari proprie dei luoghi di conservazione (musei, case private, luoghi di culto), condizioni nelle quali le opere si sono assestate nel tempo (specialmente per quel che riguarda le opere su tavola) e l’alterazione delle quali può comprometterne l’integrità.

Per questo motivo il prestito di diverse opere presenti nella Mostra “Bernardino Luini e i suoi figli”, opere tutte del XVI secolo – laddove queste non fossero già dotate di climabox o di climaframe – è stato subordinato alla realizzazione di vetrine climatizzate integrate all’allestimento, ovvero di sistemi di protezione e conservazione che potessero garantire la stabilità dei valori igrometrici di provenienza.

In particolare, alcune opere sono abitualmente conservate in luoghi molto umidi (70-80% di umidità relativa), come il Museo della Certosa di Pavia, la Pinacoteca di Varallo Sesia, il Museo dell’Abbazia di San Colombano (Bobbio), la casa parrocchiale S.Andrea di Magadino (Canton Ticino), il Museo del Santuario di Santa Maria degli Angeli a Saronno.

Altre opere, per una serie di motivi, sono state destinate all’esposizione in una sala che presenta problemi di climatizzazione a causa dell’adiacenza con l’atrio di ingresso al piano nobile di Palazzo Reale e quindi necessitavano di essere protette.

Di fronte a una quantità sempre crescente di richieste di queste protezioni, abbiamo proposto il coinvolgimento nel nostro progetto a Glas Italia (gruppo Emar), azienda leader nel settore dell’arredamento in vetro: grazie alla sensibilità del dott. Lorenzo Arosio e della dott.ssa Alessandra Arosio abbiamo quindi avuto la grande opportunità di collaborare con Pilkington e di usufruire di un prodotto – Pilkington OptiView  – che meglio di qualsiasi altro potesse rispondere alle esigenze di allestimento.

Piero Lissoni sottolineava la tempestività della fornitura, si ricorda in quanti giorni vi è stato consegnato?
Effettivamente, contro ogni previsione, le tempistiche di fornitura del vetro Pilkington per questo progetto sono state estremamente e sorprendentemente contenute.

Il 13 Marzo abbiamo espresso una richiesta sommaria a Glas Italia per la fornitura di 25 lastre in misura variabile (massimo di cm 150x180) di vetro antisfondamento e antiriflesso. Solo quattro giorni dopo, il 17 Marzo, abbiamo ricevuto conferma della sponsorizzazione tecnica di Pilkington Italia. Il 20 Marzo abbiamo comunicato una prima distinta dei formati di 14 pezzi, a cui se ne sono aggiunti altri due il 24 Marzo. Il 27 Marzo ci è stata anche confermata la realizzazione di tre teche per tre statue (di cui due molto grandi: base cm 70x70, altezza cm 150). Son seguite poi altre due lastre collocate in mostra last minute.

Per quel che mi risulta, il 26 Marzo, ovvero 9 giorni dopo la conferma della sponsorizzazione Pilkington, le lastre di vetro erano già sottoposte a operazioni di taglio e molatura e sono state consegnate il 31 Marzo, in perfetto rispetto dei tempi di arrivo delle opere in mostra che hanno trovato collocazione immediata nelle vetrine climatizzate.

È stato soddisfatto della performance del prodotto o si attendeva qualcosa di diverso?
Il risultato dell’applicazione di  Pilkington OptiView Protect OW in mostra è altamente superiore non solo alle mie aspettative, ma a quelle di Piero Lissoni stesso, dei miei colleghi architetti, dei curatori della mostra prof. Giovanni Agosti e prof. Jacopo Stoppa, dei conservatori delle collezioni (direttori di museo e collezionisti), dei restauratori incaricati dei condition report, dell’impresa di servizi che spesso si occupa della realizzazione di climabox e climaframe, della produzione della mostra (Palazzo Reale) che auspica l’impiego di vetrine climatizzate siffatte anche per prossime produzioni, soprattutto per la mostra di Leonardo da Vinci prevista in concomitanza con Expo 2015.

Abbiamo ricevuto apprezzamenti quindi da più parti, soprattutto per quel che riguarda la straordinaria percentuale di riflessione (praticamente nulla) e l’esaltazione delle qualità cromatiche delle opere. Soprattutto quest’ultima caratteristica mi ha molto convinto e ha diradato il sospetto che onestamente nutrivo sul fatto che la colorazione del vetro potesse alterare i colori reali delle opere.

Nello sviluppo dell’azione ci sono particolari problematiche che avete risolto grazie al prodotto?
Sicuramente, come già espresso, l’esposizione di alcune opere non sarebbe stata né possibile, ma tantomeno qualitativamente soddisfacente senza la sponsorizzazione tecnica di Pilkington, caratterizzata sia dalle alte prestazioni del prodotto impiegato, ma anche dall’organizzazione della struttura commerciale che ha reso possibile il rispetto delle tempistiche di cantiere.

Non solo: nel momento in cui Piero Lissoni ha risposto alla richiesta di disegnare l’allestimento, è stata messa in gioco la credibilità del lavoro dello studio riconosciuto universalmente per la qualità non solo del design, ma anche dei materiali e delle tecnologie adottate nei nostri progetti. Avere al nostro fianco un partner come Pilkington rappresenta uno dei punti di forza (e di orgoglio!) di questo progetto.

C’è qualche aneddoto che ricorda in questa sua esperienza?
La vicenda della tavola di Gaudenzio Ferrari proveniente dalla Pinacoteca di Varallo Sesia è uno dei tanti aneddoti di questa esperienza e racconta di un problema risolto con il contributo di Pilkington. Vi è stata una dimenticanza nelle condizioni del prestito dell’opera: la necessità di proteggere la tavola con un climabox che avrebbe dovuto quindi essere realizzato dall’impresa di servizi che si è occupata della movimentazione delle opere.

La tavola vive in una situazione di valori termoigrometrici estremamente insoliti: 70-80% di umidità relativa, 12-14°C di temperatura. L’esposizione in mostra non poteva avvenire senza un’adeguata ricostruzione di questa situazione: la temperatura è garantita dall’impianto di climatizzazione degli spazi espositivi, ma i valori igrometrici possono essere riprodotti solo attraverso sali di silicio precondizionati posti all’interno di un ambiente sigillato. Pertanto, trovandoci a cinque giorni dall’inaugurazione, non era possibile realizzare un climabox da parte dell’impresa di trasporti speciali, tra l’altro per un’opera molto grande, cm 186 x 200. Di fronte alla delusione della Pinacoteca e dei curatori della mostra, costretti loro malgrado a rinunciare alla partecipazione dell’unica opera di Gaudenzio Ferrari a questa importante rassegna sul Rinascimento lombardo, ho arditamente proposto una nuova vetrina climatizzata in sostituzione del climabox potendo contare sulla sensibilità di Pilkington Italia -  e dei signori Arosio di Glas Italia, nonché sulla capacità dell’azienda di rispondere ad un’emergenza con estrema rapidità.

La tavola di Gaudenzio Ferrari ha raggiunto le altre opere in mostra un paio d’ore prima dell’inaugurazione in una vetrina climatizzata chiusa da una lastra di  Pilkington OptiView Protect OW di cm 200 x 215!

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