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MERCATI

Compravendite di abitazioni: -9,2% nel 2013 rispetto al 2012

di Rossella Calabrese

I dati nel Rapporto Immobiliare 2014 di Agenzia delle Entrate e Abi

Vedi Aggiornamento del 11/01/2016
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16/05/2014 - Nel 2013 le compravendite di abitazioni sono scese del 9,2% rispetto al 2012, nonostante sia migliorata la possibilità delle famiglie italiane di accendere un mutuo per acquistare casa.
 
Lo rilevano l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (Omi) e l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) nel “Rapporto Immobiliare 2014”, lo studio annuale sul mercato delle abitazioni presentato martedì scorso a Roma dal Vice Direttore dell’Agenzia, Gabriella Alemanno, e dal Direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini.
 
Il Rapporto evidenzia che l’indice di accessibilità (la possibilità di acquistare una casa, tenendo conto di reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) delle famiglie nel 2013 è significativamente migliorato, riportandosi in linea con i valori pre-crisi. L’andamento è principalmente dovuto alla diminuzione del prezzo delle case e all’andamento dei tassi di interesse sui mutui.
 
Il miglioramento della possibilità di acquistare un’abitazione - spiega il Rapporto - ha riguardato non solo il totale delle famiglie ma anche segmenti di famiglie che continuano a presentare particolari fragilità: le famiglie di giovani e quelle che abitano nei grandi centri urbani.
 
In termini distributivi, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è, infatti, di poco superiore al 50%, valore in buon recupero rispetto a 5 anni prima. Nei primi tre mesi del 2014 le nuove erogazioni (riferite a un campione di 88 banche) hanno registrato un incremento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2013.
 
Il volume complessivo delle abitazioni compravendute nel 2013 è pari a 406.928 unità rispetto alle 448.364 del 2012 (-9,2%). Il calo ha riguardato maggiormente le aree del Centro (-10,3%) e delle Isole (-10,8%). Seguono il Sud (-9,8%), il Nord Ovest (-8,8%) e il Nord Est (-7,5%).
 
Nel 2013, in tutti i Comuni le perdite più elevate si sono registrate nelle compravendite di abitazioni “monolocali” (-10,5%) e “piccole” (-9%). Unica eccezione il rialzo del 5,6% per le abitazioni ‘medio piccole’ nei capoluoghi del Nord Est. In generale, la tipologia abitativa più venduta è stata la “media”.
 
Nelle maggiori città per numero di abitanti, le compravendite di case nel 2013 sono complessivamente diminuite del 5,5%. Napoli (-15,2%) e Genova (-10,3%) mostrano le flessioni più marcate, mentre Roma segue con una discesa del 7,3%. Segnali positivi invece per Milano, che risale del 3,4% e, in maniera più contenuta, Bologna con l’1,5%.
 
Nei Comuni delle province delle grandi città la flessione nella compravendita di case risulta più elevata (-10,6%). I cali maggiori si registrano a Roma (-13,8%) e a Milano (-11,1%); Torino e Genova seguono ex aequo (-10,2%). Chiudono la serie, con il calo minore, i Comuni della provincia di Bologna (-5,7%).



 

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