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NORMATIVA

Il Bonus Mobili si svincola dal costo della ristrutturazione

di Paola Mammarella

DL Casa: la detrazione del 50% sarà calcolata solo sulle spese sostenute per l'acquisto degli arredi, a prescindere da quelle per i lavori edili

Vedi Aggiornamento del 15/04/2015
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21/05/2014 - Il Bonus Mobili si svincola dal prezzo della ristrutturazione. Con la fiducia e il via libera definitivo della Camera, diventa legge il DL casa, che pone fine al tira e molla sulle detrazioni fiscali.
 
La detrazione del 50% sarà riconosciuta su tutto l’importo speso per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici efficienti, anche nel caso in cui gli arredi costino più dell’intervento di ristrutturazione.
 
Ricordiamo che il Bonus Mobili, introdotto dal DL Ecobonus 63/2013, prevede un bonus fiscale del 50% per chi, contestualmente ad un intervento di ristrutturazione del proprio immobile, acquista mobili ed elettrodomestici efficienti. Il tetto massimo di spesa agevolabile è fissato a 10 mila euro.
 
Alla fine dell’anno scorso, la Legge di Stabilità per il 2014 ha introdotto un vincolo per poter usufruire del bonus. A partire dal primo gennaio 2014, data di entrata in vigore della legge, la detrazione massima è stata riconosciuta solo in presenza di ristrutturazioni costate più di 10 mila euro. In caso di arredi più costosi dei lavori, invece, la quota eccedente il prezzo della ristrutturazione non ha beneficiato di nessuna agevolazione.
 
Per fare un esempio, con interventi di ristrutturazione costati 2 mila euro, veniva agevolata una spesa in mobili ed elettrodomestici fino a 2 mila euro ed erano rimborsati, sotto forma di detrazione fiscale, mille euro in dieci rate annuali.
 
Con la nuova regola, invece, la detrazione del 50% sarà calcolata solo in base al costo degli arredi.
 
Restano invariate tutte le altre norme per poter accedere al Bonus Mobili.
 
La detrazione può essere richiesta in abbinamento ai seguenti interventi:
- manutenzione ordinaria, ma solo se effettuata sulle parti comuni di un edificio residenziale (in questo caso viene agevolato unicamente l’acquisto di arredi per le parti comuni, come guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi),
- manutenzione straordinaria sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole
unità immobiliari residenziali,
- restauro e di risanamento conservativo sulle parti comuni e sulle singole unità immobiliari,
- ristrutturazione edilizia sulle parti comuni e sulle singole unità immobiliari,
- interventi per il ripristino dopo eventi calamitosi anche se non rientranti nelle categorie
precedenti, ma a patto che sia stato dichiarato lo stato di emergenza,
- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.
 
Possono usufruire del bonus mobili coloro che hanno avviato una ristrutturazione dal 26 giugno 2012, cioè dalla data di entrata in vigore del DL 83/2012 che ha innalzato dal 36% al 50% il bonus sulle ristrutturazioni, al 31 dicembre 2014. La data di acquisto dei mobili deve essere successiva a quella di inizio della ristrutturazione.
 
Tra i mobili che possono beneficiare delle detrazioni ci sono letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione. Il Fisco ha chiarito che è escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi e altri complementi di arredo. Possono invece essere conteggiate le spese per il trasporto e il montaggio dei beni acquistati.
 
Rientrano tra gli elettrodomestici frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori, elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
 
Il pagamento può avvenire con bonifico bancario o postale, in cui vanno indicati la stessa causale utilizzata per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione edilizia, il codice fiscale di chi esegue il pagamento e la partita Iva del soggetto destinatario della somma. Ci si può inoltre servire di bancomat e carte di credito.



 

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