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Niente fondi europei se manca la Pec

Niente fondi europei se manca la Pec

CdS: le procedure informatiche rappresentano un risparmio e se il bando le richiede devono essere usate

Vedi Aggiornamento del 03/06/2014
di Paola Mammarella
16/05/2014 - La mancanza della posta elettronica certificata (PEC) può non dare diritto all’accesso ai finanziamenti europei. È la conclusione cui è giunto il Consiglio di Stato con la sentenza 1424/2014.
 
Nel caso esaminato dal Consiglio di Stato, il Comune aveva partecipato ad un bando per il finanziamento di infrastrutture  a supporto degli insediamenti produttivi della zona, da realizzare grazie ai fondi FESR 2007 - 2013 gestiti dalla Regione.
 
La domanda però era stata ritenuta non esaminabile per la mancanza di alcuni allegati, che secondo il bando dovevano essere inviati esclusivamente via Pec. A detta del Comune, l’imposizione rappresentava un inutile aggravio amministrativo e una compressione del principio di massima partecipazione al procedimento.
 
Di parere opposto il CdS, che ha fatto notare come il formato elettronico fosse l’unico richiesto e non una procedura aggiuntiva. Il Consiglio di Stato ha inoltre sottolineato che le modalità informatiche costituiscono un risparmio in termini di costi e tempi.
 
Allo stesso tempo, ha concluso il CdS, ogni amministrazione aggiudicatrice può scegliere determinati criteri di aggiudicazione e può quindi decidere di ritenere non esaminabile una proposta di finanziamento di progetti per i quali non sono stati indicati alcuni elementi. Si tratta, nel caso specifico, di quelli che dovevano essere indicati negli allegati non trasmessi. I giudici hanno quindi confermato l’esclusione del Comune dai finanziamenti europei.

 


 
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