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NORMATIVA

Veneto, Ance: ‘contrasti tra Regione e Comuni rallentano il Piano Casa’

di Rossella Calabrese
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Proposto un tavolo sulla rigenerazione urbana nella provincia di Venezia

Vedi Aggiornamento del 07/12/2015
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13/05/2014 - “La querelle tra Regione Veneto e i principali comuni capoluogo, tra i quali il Comune di Venezia, sull’applicazione del Piano Casa Ter ha creato un clima di incertezza che ha frenato i cittadini che volevano utilizzare la legge, nonostante sia in vigore da novembre. L’auspicio è che tra le parti si trovi una posizione ragionevole e condivisa che possa restituire sicurezza ai cittadini senza la spada di Damocle di ricorsi o di nuove modifiche”.
 
È questa, in sintesi, la posizione di Ance Venezia, espressa dal presidente Ugo Cavallin, al convegno sul nuovo Piano Casa del Veneto, tenutosi venerdì scorso a Marghera, che ha visto per la prima volta, da quando è stato approvato il provvedimento, Regione Veneto e Comune di Venezia confrontarsi davanti all’associazione dei costruttori veneziani, agli ordini provinciali degli Architetti e degli Ingegneri e al Collegio Geometri.
 
Il Piano casa non è una legge urbanistica - ha aggiunto Cavallin - ma uno strumento che incentiva la riqualificazione a fini energetici e la messa in sicurezza del patrimonio esistente. Certamente non esaurisce il tema della recupero e della riqualificazione urbana, su cui è bene che istituzioni, imprese e categorie professionali si confrontino per un progetto più ampio. Siamo disponibili a creare un tavolo di lavoro che proponga soluzioni normative che agevolino interventi di recupero su ampia scala”.
 
Secondo Anna Buzzacchi, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Venezia, “senza un progetto concreto, gli interventi sull’esistente possono rivelarsi una mera difesa delle idee che l’hanno prodotto, mentre dovrebbero implicare nuove proposte in grado di rispondere a più necessità. Gli architetti, da questo punto di vista, possono svolgere un  ruolo  importante non solo nel rendere compatibili le nuove soluzioni con il patrimonio esistente, ma nel costruire una nuova valorizzazione dello stesso”.
 
“Puntando sul recupero del costruito e sulla rigenerazione urbana - ha sostenuto Ivan Antonio Ceola, presidente dell’Ordine provinciale degli Ingegneri - il nuovo Piano Casa potrà iniziare un percorso virtuoso che oltre a dare una mano a sostenere i consumi potrà innovare nel fare urbanistica e incentivare interventi di qualità”.
 
“Un progetto organico sulla riqualificazione oltre a generare opportunità di ammodernamento edilizio,  risparmio energetico, biocompatibilità - ha concluso Massimiliano De Martin, presidente del Collegio dei Geometri - incentiva gli investimenti in uno dei settori economici più colpiti dalla crisi, generando così una redistribuzione delle risorse su tutto il territorio. Ricordo che nel contesto economico precedente l’attuale crisi, un dipendente occupato nell’impresa edile ha generato cinque occupati nell’indotto del sistema delle costruzioni”.



 
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