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NORMATIVA Inerti da costruzione e demolizione da siti contaminati, si possono riutilizzare?

Lupi ai progettisti: ‘la PA torni ad avere funzioni di indirizzo e controllo’

Le Professioni Tecniche chiedono di limitare la progettazione interna della PA e aprire le gare ai piccoli studi

Vedi Aggiornamento del 09/02/2015
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 09/02/2015
09/05/2014 - “Così come hanno fatto le professioni tecniche, anche il comparto pubblico deve fare rete. La riforma dei lavori pubblici rappresenta un’opportunità per il sistema Paese, che la Pubblica Amministrazione deve cogliere tornando ad esercitare le funzioni di indirizzo e controllo”.
 
Così il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, all’incontro “Sviluppo e occupazione, gli obiettivi della riforma dei lavori pubblici”, organizzato ieri a Roma dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT) per presentare le proposte di modifica del Codice degli appalti.
 
Le parole del Ministro Lupi sono state accolte con estrema soddisfazione dall’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria. Per la Presidente Patrizia Lotti, le dichiarazioni del Ministro sulla necessità di esternalizzare l’attività di progettazione e fermare la progettazione interna della P.A. sono una assoluta e positiva novità che accoglie quanto l’OICE propone da tanti anni.
 
“Riformare il ruolo della Pubblica Amministrazione, che deve essere centrata sulla fase di studio e programmazione degli interventi e sul controllo, è un nostro refrain da almeno 15 anni - ha detto Lotti -, da quando già era evidente che per migliorare la qualità del progetto risultava antistorico, antieconomico e controproducente puntare sul rafforzamento degli uffici tecnici interni”.
 
Secondo l’OICE “è fondamentale che la Pubblica Amministrazione si attrezzi per garantire e verificare la qualità del progetto e le modalità di esecuzione dei lavori, difendendo il progetto che ha approvato e messo in gara lei stessa, assicurando che sia realizzato nei tempi e nei costi preventivati, come un vero proprio project manager”.

Sul concetto di rete si è soffermato anche Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera. “È opportuno - ha sottolineato - creare un’infrastruttura dei saperi diffusa, in modo da decidere in maniera più oculata anche su quali opere effettivamente investire”.
 
Armando Zambrano, presidente della RPT è intervenuto sul tema dell’esclusione dei piccoli studi dalle gare: “vogliamo aprire il mercato dei lavori pubblici - ha detto - rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai giovani ed ai meno giovani che non siano in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, oltre a garantire una maggiore trasparenza per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione più controllate”. Come rilevato dall’Agenzia delle Entrate circa un anno fa, ad oggi, più del 97% dei professionisti è escluso dalle gare per l’affidamento dei servizi di progettazione.
 
La richiesta di aprire il mercato, assicurando i principi di trasparenza, in aiuto ai professionisti più giovani e meno strutturati, insieme alle altre proposte, è contenuta nel Documento della RPT, che si inserisce nel processo di allineamento della normativa nazionale alla nuova Direttiva Appalti, approvata lo scorso 15 gennaio, e che dovrà essere recepita dagli stati membri entro i prossimi due anni.
 
“Esprimo soddisfazione - ha detto Rino La Mendola, Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori - in quanto l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici ha accettato il principio da noi espresso secondo il quale occorre eliminare il contrasto oggi esistente tra norme di rango diverso. Una situazione che sta bloccando il mercato degli operatori economici rispetto al quale ci aspettiamo una determina chiara da parte dell’Autorità”. Un ambito, questo, in cui si ritiene doveroso compiere ulteriori sforzi per regolamentare in maniera più chiara ed efficace anche ruoli e diritti del singolo professionista.
 
Anche l’OICE ha messo a punto le sue proposte di riforma del Codice, che illustrerà nel Convegno annuale programmato per il 5 giugno a Roma: “Di questa positiva e fondamentale novità avremo senz’altro modo di parlare con il Ministro Lupi durante il nostro Convegno annuale, che vorrà evidenziare come l’ingegneria e l’architettura possano essere un formidabile strumento di sviluppo e di traino per tutta la filiera delle costruzioni e in generale per rendere più efficiente ed efficace il sistema”.



 
Foto: https://twitter.com/ArchitRoma
 

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Altri commenti
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Ernesto

Gare gare gare gare... e ancora gare! Contenti quegli studi che vivono di gare e tante, ma tante illusioni!

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gabriele

tanto per iniziare non è vero che la progettazione interna alla p.a è forte. anzi mai stata così debole perchè per quanto il codice ne preveda la possibilità i centri di progettazine dei comuni medio grandi si stanno smantellando da anni per via del mancato ricambio di personale. il risultato è che nei comuni ( nel 90 per cento dei comuni italiani) si esternalizza progettazione coordimento sicurezza e collaudi. di interno resta al massimo ( ma solo in pochi casi ) la dl. quindi di cosa stiamo parlando cari progettisti privati??? la realtà è una sola : avete strutturato la vostra vita professionale su commesse pubbliche, studi e ricerche commissionate della stato alimentate con bilanci non più sostenibili. a causa di questo ci ritroviamo con decine di migliaia di tecnici ( ing arch e geometri ) più di quelli di cui ha bisogno una nazione di soli 60 milioni di abitanti. in certe vie ci sono più studi di progettazione che panettieri solo che le dia non si mangiano tutti i giorni. richieste inutili effettuate da parte delle associazioni dei progettisti! iniziate a riflettere se sia il caso continuare ad avere una facolta di arch e ing edile e civile a 200 km l'una dall'altra o se è il caso di creare poli di eccellenza. iniziate a riflettere se sia il caso di avere ogni anno migliaia di nuovi iscritti ai vostri ordini solo per pagare i contributi agli anziani che andranno in pensione visto che non esistono esigenze di progettazione. gli anni settanta sono finiti. inutile prendersela con il codice appalti. siamo come gli ing nucleari il giorno dopo il referendum. troppi e fuori posto

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