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RISPARMIO ENERGETICO

Spalma incentivi, forse scongiurati i tagli retroattivi

di Paola Mammarella

Scelta tra prelievo sugli utili e rimodulazione degli incentivi, pacchetto energia entro giugno

Vedi Aggiornamento del 25/07/2014
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30/05/2014 – Sembra scongiurato il pericolo dei tagli retroattivi sugli incentivi alle fonti rinnovabili, contenuto nel decreto Spalma Incentivi. Durante i lavori dell’assemblea generale di Confindustria, il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha affermato che il pacchetto energia di prossima emanazione conterrà il piano di riduzione della bolletta energetica, senza però tralasciare le segnalazioni di tutti gli operatori del settore.
 
Il pacchetto energia atteso per la metà di giugno dovrebbe contenere la possibilità di scegliere tra un prelievo straordinario sugli utili e una rimodulazione degli incentivi previsti su un orizzonte temporale più lungo di quello originariamente stabilito. Imprese e banche potrebbero inoltre essere affiancate dalla Cassa depositi e prestiti nella rinegoziazione dei prestiti che hanno reso possibili tutti gli investimenti nel settore.
 
Ricordiamo che il decreto Spalma Incentivi, così come pensato inizialmente, prevedeva invece la riduzione del 10% della bolletta delle piccole e medie imprese attraverso un taglio dei contributi alle rinnovabili operato spalmando gli aiuti su 25 o 27 anni anziché su 20.
 
L’impostazione del decreto ha da subito destato le proteste degli operatori della green economy, tanto che ieri Daniele Vaccarino, presidente nazionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA), ha scritto una lettera ai Ministri dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e ai presidenti della Commissione Ambiente di Camera e Senato, Ermete Realacci e Giuseppe Marinello, esprimendo profonda preoccupazione non solo sull’allungamento del periodo di incentivazione, ma anche su altre misure anticipate nei giorni scorsi, come l’incremento dei costi imposti alle fonti rinnovabili rispetto al loro effettivo impatto sulla rete, l’introduzione degli oneri generali anche sugli impianti connessi a reti private e le nuove disposizioni in materia di controlli, che potrebbero colpire anche gli impianti realizzati in buona fede, ma con errori meramente formali. Una situazione che, secondo Vaccarino, porterebbe alla paralisi del settore e alla perdita di posti di lavoro.
 
Rispondendo all’allarme sul pacchetto energia, il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha dichiarato dalla propria pagina Facebook che qualsiasi misura sull’energia che comprometta immotivatamente il futuro delle fonti rinnovabili è negativa per l’Italia e rischia di produrre incertezza sugli investimenti futuri anche di operatori stranieri. A detta di Realacci, l’occasione di rilancio sta nel risparmio energetico e nelle rinnovabili. Lo dimostrano il successo degli incentivi sulle ristrutturazioni e dell’Ecobonus, che secondo i dati di Cresme e Servizio studi della Camera hanno prodotto 28 miliardi di investimenti e 340 mila posti di lavoro tra diretti e indotto.
 
Sempre dalla sua pagina Facebook, il sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, ha assicurato che i lavori stanno procedendo di intesa con Ministero dello Sviluppo Economico affinchè si arrivi alla riduzione della bolletta elettrica nazionale senza danneggiare il settore delle rinnovabili. Per questo si stanno valutando interventi su altre voci delle bollette, sacrifici per il settore dello sfruttamento dei combustibili fossili, ma anche semplificazioni per l’autorizzazione degli impianti e la stabilizzazione dell’Ecobonus.



 

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