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URBANISTICA

Bologna aggiorna il Regolamento Urbanistico Edilizio

di Rossella Calabrese

Snellimento delle procedure, promozione degli orti urbani, recupero del patrimonio edilizio storico

Vedi Aggiornamento del 28/11/2014
29/05/2014 - Semplificazione delle procedure, adeguamento delle regole alla situazione economica in mutamento, nuovi usi dello spazio pubblico (orti e campagne urbane), promozione della sostenibilità ambientale.
 
Sono queste le linee guida che il Comune di Bologna ha seguito per mettere a punto la Variante al Regolamento Urbanistico Edilizio, emanato quattro anni fa. Il testo della Variante, redatto dagli uffici comunali, è stato approvato dalla Giunta nella seduta dello scorso 21 maggio ed è ora al vaglio della competente Commissione consiliare, per poi approdare all’adozione del Consiglio comunale entro giugno.
 
La una revisione complessiva dello strumento si è resa necessaria - spiega il Comune - “per rispondere, da un lato, alle innovazioni normative intervenute a livello nazionale e regionale dal 2010 ad oggi e, dall’altro, alle richieste di aggiornamento emerse dalla pratica quotidiana di applicazione del Regolamento, per garantire certezza applicativa a cittadini, professionisti e tecnici del settore”. Altre necessità di cambiamento sono emerse dal mutamento delle condizioni generali, economiche e territoriali, delle quali il Regolamento non può non tenere conto.
 
Alcune delle modifiche introdotte con la Variante intendono essere una risposta agli effetti recessivi della crisi economica, pur garantendo l’esigenza di non consumare suolo agricolo.
 
In particolare, le modifiche consistono in:
- riordino e snellimento del testo (ad es. introduzione del link diretto a norme e leggi all’interno del documento normativo);
- ridefinizione del campo di intervento del RUE rispetto ad altri strumenti o regolamenti in vigore (ad es. innalzamento della soglia che rende necessario l’inserimento in Poc degli interventi, portata da 7.000 mc a 15.000 mc per gli ambiti consolidati);
- semplificazione delle regole che riguardano gli usi, per accompagnare la dinamica di veloce mutamento delle attività economiche accentuata negli ultimi anni (ad es: ricondotti i 25 usi dalle 8 categorie alle 5 funzioni principali previste dalla legge regionale, facilitati i cambi d’uso anche nelle strade principali del centro storico, preservando le vetrine, introdotte misure per il rinnovamento delle attività commerciali: ampliamenti, frazionamenti, esenzione da alcuni obblighi, ecc.).
 
E ancora:
- sostegno a nuove forme di uso di spazi aperti per l’agricoltura, l’orticoltura, la libera fruizione (ad es. introduzione, negli usi ammissibili per lo spazio pubblico, del nuovo uso “servizi per la coltivazione di orti urbani” e riconoscimento dei “sentieri” nel territorio rurale);
- riordino e semplificazione delle indicazioni per il recupero del patrimonio edilizio storico (ad.es. introdotte facilitazioni sugli edifici vincolati del ‘900 per interventi di adeguamento sismico e di risparmio energetico);
- agevolazione delle procedure per la sostenibilità ambientale (ad es. estensione degli incentivi volumetrici anche agli interventi sull’esistente).
 


 
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