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Alvaro Siza e Carsten Hoeller per il Vitra Campus di Weil am Rhein
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Alvaro Siza e Carsten Hoeller per il Vitra Campus di Weil am Rhein

di Valentina Ieva

Una passeggiata di quasi 500 metri e una torre panoramica alta circa 31 metri

24/06/2014 - Due nuovi elementi arricchiscono il Vitra Campus di Weil am Rhein: lo scorso mercoledì 18 giugno sono state inaugurate La Promenade di Alvaro Siza e la Vitra Slide Tower di Carsten Hoeller.

Il maestro portoghese ha firmato una nuova passeggiata di quasi 500 metri per ammirare le diverse stazioni lungo il percorso, dalla VitraHaus fino alla Stazione dei vigili del fuoco di Zaha Hadid, con aree destinate a performance e concerti; l'artista belga, invece, ha realizzato una torre panoramica alta circa 31 metri con orologio alla sua estremità e con uno scivolo che le gira intorno.

La Promenade di Siza è costituita da una strada asfaltata, fiancheggiata da siepi di carpino di due metri di altezza: si tratta di un itinerario a stazioni che comincia con una piazzetta di fronte all'angolo occidentale della VitraHaus, illuminata di notte da lampade progettate anch’esse da Siza, e circondata da blocchi in granito con funzione di panchine. Il percorso si snoda parallelamente al parcheggio, schermato dalle siepi, per poi giungere a ‘‘Diogene’’, la casa in miniatura di Renzo Piano.

Pur rimanendo un elemento del tutto autonomo, la Vitra Slide Tower di Carsten Hoeller costituisce un ulteriore tassello nell’evoluzione trentennale del Vitra Campus. Composta da tre pilastri di acciaio inclinati, nel cui punto di intersezione è collocato un orologio girevole del diametro di sei metri, la torre è accessibile attraverso due rampe di scale; a un’altezza di 17 metri si trova una piattaforma panoramica con vista sul Campus, dalla quale si snoda la discesa dello scivolo lunga 38 metri.

Spiega Hoeller sugli scivoli, elementi ricorrenti nella sua opera: "Uno scivolo è una scultura che ha un aspetto estremamente pragmatico, una scultura in cui si può viaggiare. Sarebbe tuttavia fuorviante pensare che si debba scivolare per comprendere il senso dell’opera (...) Gli scivoli portano le persone a destinazione in modo sicuro ed elegante, sono convenienti a livello costruttivo ed efficienti sul piano energetico. Lo scivolo è inoltre un elemento che consente di vivere un’esperienza emotiva, che spazia dal divertimento alla follia. L’autore francese Roger Caillois ha descritto questa sensazione negli anni ’50 come una sorta di panico sensoriale e, al contrario, come chiara espressione dell’intelletto".
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