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Intervista al Dott. Benno Pamer, coordinatore della Commissione Comunicazione del Consorzio Cortexa

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18/06/2013 - In questa brillante intervista il Dott. Benno Pamer, Coordinatore della Commissione Comunicazione del Consorzio Cortexa approfondisce tematiche di grande attualità sul mercato del Sistema a Cappotto ed importanti aspetti relativi ai trend di innovazione per i prossimi anni. Benno Pamer offre inoltre un'ampia panoramica delle attività di promozione e diffusione della Cultura del Cappotto di qualità portata avanti con grande impegno dal Consorzio Cortexa attraverso attività di formazione e comunicazione finalizzate a fornire una maggiore efficienza dell'intero processo edile.

1) Se dovesse analizzare il mercato del Sistema a Cappotto in Italia oggi in confronto al periodo antecedente al 2008, prima della crisi, quali differenze riscontra?
Il mercato del Sistema a Cappotto è in crescita. L’Italia è ormai il terzo mercato più grande in Europa, dopo Germania e Polonia. Nello scenario di stallo dell’intero comparto edile italiano, anche grazie agli incentivi, l’unico settore trainante è quello della riqualificazione energetica, e quindi dell’isolamento termico. Questa crescita, però, ha portato anche alcuni svantaggi in termini di qualità dell’offerta. Anche aziende non specializzate nel Cappotto e spesso piccole e non qualificate, attratte dal trend di mercato positivo, hanno iniziato a proporre soluzioni per l’isolamento a cappotto qualitativamente non adeguate e a prezzi eccessivamente bassi. Ciò ha condotto a una riduzione dei margini sia per i produttori che per gli applicatori, tale da mettere a serio rischio la garanzia di qualità dei lavori eseguiti. Un altro problema che dovrebbe essere urgentemente risolto per potere garantire alla committenza soluzioni chiare, sicure e garantite, è quello degli schemi di certificazione energetica. Ci auspichiamo un intervento che riconduca i numerosi schemi regionali e provinciali, diversi tra loro, ad una sola soluzione armonizzata valida per tutto il Paese, come già avviene negli altri paesi europei.

2 )Ci può indicare i trend di innovazione per il Sistema a Cappotto in Italia per i prossimi anni?
Ci attendiamo le principali innovazioni sul fronte dei materiali isolanti, con l’impiego delle nanotecnologie. Per quanto concerne l’Italia, un mercato notoriamente molto attento anche all’aspetto estetico delle soluzioni edili, cresce la richiesta di rivestimenti più particolari, spesso unici, da applicare sopra all’Isolamento a Cappotto, unitamente alla possibilità di utilizzare anche gamme colori più scure. Ciò richiede maggiori investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle aziende e l’utilizzo di manodopera qualificata.

3) L’Italia è il terzo mercato europeo per il Sistema a Cappotto, a Suo parere è un mercato che sta crescendo solo in quantità o anche in qualità?
Purtroppo assistiamo ad una crescita più quantitativa che qualitativa. La pressione sul prezzo conduce molti attori della filiera a scegliere cappotti non certificati dal produttore come Sistemi, ma assemblati selezionando materiali economici e non testati per essere utilizzati in combinazione. Questo, assieme alla scelta di una progettazione e posa non qualificata, è un grande errore che purtroppo può condurre a seri problemi nel tempo. Per questo motivo il Consorzio Cortexa si batte per diffondere in Italia la cultura del Sistema a Cappotto di Qualità.

4) Quali invece le novità di Sistema e di mercato nei principali mercati europei?
In generale possiamo dire che il mercato del Cappotto è in crescita in tutta Europa. Prossimamente potremo presentare delle analisi del ciclo di vita del Sistema, basate sull’analisi di casi realmente costruiti, che dimostreranno quanto questo Sistema sia in assoluto il più efficace anche nel lungo periodo. I paesi che utilizzano questa soluzione da tempo si stanno occupando di temi come questo o come la manutenzione.

5) Cortexa è impegnata ormai da oltre 7 anni nella diffusione della cultura del Sistema a Cappotto di qualità. Le vostre attività di formazione e comunicazione a chi si rivolgono?
Cortexa dialoga oggi con una community di circa 20.000 attori della filiera, che seguono assiduamente le attività di informazione e formazione del Consorzi. Anche quest’anno abbiamo proposto ai progettisti una attività di formazione molto vasta, mediante la modalità del webinar e con eventi organizzazione in collaborazione con gli Ordini. Da quest’anno abbiamo inoltre iniziato ad ampliare la nostra comunicazione per includere messaggi rivolti al privato, per aiutarlo a compiere una scelta consapevole per quanto riguarda il Sistema a Cappotto di Qualità.

6) Quali saranno i principali cambiamenti nella strategia di marketing e comunicazione del Consorzio per il futuro?
Già oggi Cortexa si distingue da tutte le altre associazioni del settore per avere sviluppato e applicato una strategia multimediale, che, sfruttando un mix composto da digital, social, ufficio stampa, assieme alla proposta formativa, ha una capacità di penetrazione elevatissima. Continueremo su questa strada adattando di volta in volta i contenuti ai target che vorremo raggiungere. L’obiettivo è fare sì che in Italia si realizzino solo Cappotti di Qualità.

7) Quali sono a Suo parere le leve da utilizzare per una promozione efficace di Sistemi e Servizi in edilizia finalizzati ad una maggiore efficienza dell’intero processo edile?
In generale si parla molto in Italia di efficienza, non solo energetica ma anche di processo (velocità di posa, riduzione degli errori in cantiere) e di performance (prestazioni garantite). D’altro canto vi è una pressione fortissima sui prezzi che favorisce l’utilizzo di soluzioni di bassa qualità. Sono due trend in contrasto tra loro. Noi crediamo che le leve da utilizzare per fare comprendere che questi due aspetti non possono convivere sono la formazione, il supporto tecnico, consulenziale e di comunicazione ai clienti e progettisti che ci danno fiducia selezionando prodotti di qualità, la sensibilizzazione di tutti gli attori e dei consumatori per fare comprendere che un piccolo risparmio oggi si può trasformare in grandi problemi domani.
Serve anche un aiuto normativo. Gli incentivi dovrebbero essere concessi sulla base di approfonditi controlli dei lavori eseguiti quindi solo a chi una “classe A” la realizza sul serio. E’ scorretto concedere incentivi solo in base a dichiarazioni rilasciate su un pezzo di carta. Questo tipo di verifiche vengono già eseguite da altri Governi europei, con la conseguenza di un aumento generalizzato della qualità e di un risparmio energetico effettivo. Chi fa il “furbo” non deve essere incentivato!
 

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