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Rischiano tagli del 5% i contratti in essere tra professionisti e PA

di Paola Mammarella

Ddl Irpef Spending Review: riduzione degli importi valida per contratti in essere e procedure aggiudicate anche solo provvisoriamente

Vedi Aggiornamento del 03/12/2014
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03/06/2014 – Rischiano tagli retroattivi gli importi dei contratti stipulati dai professionisti con le Pubbliche Amministrazioni. Lo prevede il ddl Irpef – Spending Review per il taglio della spesa della Pubblica Amministrazione, oggi in Senato per la discussione.
 
Per ridurre la spesa della Pubblica Amministrazione, la norma autorizza le Pubbliche Amministrazioni a tagliare del 5% gli importi dei contratti in essere per l’acquisto o la fornitura di beni e servizi. Rientrano in questa categoria le gare per l’affidamento dei servizi di progettazione.
 
Anche se la riduzione si applica alla durata residua del contratto, la rinegoziazione colpisce i contratti conclusi sulla base di condizioni diverse.
 
Con un emendamento approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, è stato inoltre deciso che la riduzione degli importi può essere applicata anche alle procedure di affidamento per cui è già intervenuta l’aggiudicazione, anche provvisoria, ma non è ancora stato stipulato un contratto.
 
Nonostante i tagli, altri emendamenti raccomandano che siano rispettate le norme sul criterio di aggiudicazione con prezzo più basso e quelle sulle offerte anomale perché eccessivamente basse, ma anche che siano salvaguardati i diritti contrattuali vigenti.
 
L’impostazione del disegno di legge non convince però del tutto. L’Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale (ITACA) ha sottolineato in un documentoche non si tiene in considerazione la situazione delle Amministrazioni che hanno già operato la revisione della spesa. Ciò significa che chi ha sottoscritto dei contratti o si sta aggiudicando degli appalti con queste Amministrazioni potrebbe essere soggetto ad un doppio ribasso.
 
Itaca fa inoltre notare che l’impostazione della norma crea un “obbligo di sconto” a carico dell’appaltatore, senza però prevedere la semplificazione delle procedure, nemmeno per gli importi sotto la soglia comunitaria.
 
Tra le altre misure introdotte dal ddl Irpef – Spending Review ricordiamo l’obbligo di trasparenza delle spese, che le Amministrazioni assolvono pubblicando i bilanci consuntivi e preventivi, ma anche l’indicatore annuale della tempestività dei pagamenti.
 
Ricordiamo infine il taglio delle Stazioni Appaltanti, che saranno sostituite da un massimo di 35 soggetti aggregatori, e il mancato rilascio del codice identificativo di gara (CIG) nel caso in cui le Stazioni Appaltanti non ricorrano a Consip S.p.A. o ad un altro soggetto aggregatore.



 

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