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Con lo Spalma-incentivi bonus al fotovoltaico in 24 anni anziché in 20

Con lo Spalma-incentivi bonus al fotovoltaico in 24 anni anziché in 20

Assorinnovabili: ‘inaccettabile norma retroattiva che causerà il licenziamento di almeno 10.000 lavoratori’

Vedi Aggiornamento del 05/11/2014
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 05/11/2014
19/06/2014 - Le 8.600 imprese, su un totale di 200.000, che percepiscono il 60% degli incentivi per il fotovoltaico potranno scegliere tra un allungamento da 20 a 24 anni del periodo di erogazione dei benefici e un’autoriduzione degli incentivi erogati su 20 anni.
 
Dopo un mese di ipotesi e smentite, il Ministero dello Sviluppo economico ha finalmente messo nero su bianco il Decreto ‘spalma-incentivi’, assicurando però che il provvedimento “non penalizza il fotovoltaico ma attenua i colossali incentivi (oltre 6 miliardi di euro l’anno per un ventennio) erogati a favore dei grandi operatori, con la stessa logica che ha portato a far pagare di più chi ha ricevuto di più”.
 
Con il provvedimento - spiega il Ministero - “vengono eliminati privilegi particolari che si erano accumulati nel tempo e che pesavano sulla collettività, vengono redistribuiti i costi sulla base dei consumi effettivi, vengono resi più severi i controlli sugli incentivi erogati agli operatori”.
 
Ma le aziende del settore non ci stanno. Secondo Assorinnovabili (l’Associazione di categoria che conta oltre 500 iscritti), la norma “di fatto taglia le risorse destinate agli impianti solari già funzionanti causando il licenziamento di almeno 10.000 lavoratori proprio delle PMI”.
 
Si tratta, per Assorinnovabili,  di “un inaccettabile provvedimento retroattivo che danneggia la credibilità del Paese, tradisce la certezza del diritto e che allontana definitivamente gli investimenti dall’Italia, diminuiti già del 58% dal 2007. Un provvedimento che non considera le conseguenze disastrose per gli operatori e i lavoratori, per l’ambiente e la salute dei cittadini”.
 
“Un provvedimento contro la Costituzione Italiana e contro l’Unione Europea - prosegue l’Associazione - che condannano ogni genere di norma retroattiva. Non si può rompere il rapporto di fiducia tra cittadini, imprese e Stato! È possibile ridurre le bollette per tutti senza spegnere la green economy che è uno dei settori fondamentali per lo sviluppo economico e ambientalmente sostenibile del nostro Paese”.
 
Nelle intenzioni del Governo, le misure - che dovrebbero essere inserite nel Decreto Legge Omnibus discusso nel Consiglio dei Ministri di venerdì 13 giugno - sono finalizzate a ridurre di un miliardo e mezzo di euro la bolletta energetica di imprese e famiglie. Lo sconto riguarderà prevalentemente le piccole e medie imprese (70% dei risparmi complessivi a favore di circa 700 mila soggetti) ma avrà effetti benefici anche per le famiglie (30%).
 
Un altro miliardo e mezzo è invece destinato ad incentivi fiscali agli investimenti produttivi e alla capitalizzazione d’azienda: è previsto un credito d’imposta del 15% e il potenziamento degli incentivi fiscali per chi aumenta il capitale della propria società; sarà più facile anche l’emissione di obbligazioni societarie.
 
Inoltre, per le PMI che vogliono rafforzate il loro patrimonio quotandosi in Borsa, viene introdotto un sconto fiscale maggiorato e vengono introdotte una serie di misure destinate a semplificare e a ridurre i costi per l’accesso e la permanenza in Piazza Affari.
 
Infine, le imprese avranno maggiore accesso al credito grazie alla possibilità che viene concessa alle compagnie di assicurazione e alle società di cartolarizzazione di fare finanziamenti diretti, grazie alle maggiori possibilità di emettere obbligazioni societarie da parte di società non quotate presso investitori qualificati e grazie alla possibilità per banche, fondi e assicurazioni localizzate all’estero (purché non nei paradisi fiscali) di erogare prestiti diretti a medio e lungo termine alle imprese, affiancandosi così al sistema bancario. Il complesso di queste misure dovrebbe far crescere di almeno 20 miliardi di euro il volume di crediti disponibili per le Pmi.
 
 

 
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