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NORMATIVA

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge Semplificazioni

di Paola Mammarella

Arrivano i moduli standard per la Scia e il permesso di costruire, rimane l’incentivo del 2% alla progettazione interna alla PA

Vedi Aggiornamento del 02/04/2015
25/06/2014 – Conferma dell’incentivo del 2% alla progettazione per i dipendenti pubblici, moduli standard in edilizia e soppressione dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici. È approdato in Gazzetta Ufficiale, dopo un’attesa durata più di una settimana, il DL 90/2014 per la semplificazione e la trasparenza amministrativa.
 
Il decreto pubblicato fa una parziale marcia indietro sull’eliminazione dell’incentivo del 2%. Secondo le indiscrezioni circolate dopo il Consiglio dei Ministri di venerdì 13 giugno, l’incentivo del 2%, riconosciuto ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione, doveva essere completamente abolito.
 
La versione definitiva del decreto, invece, spiega che l’incentivo non sarà più riconosciuto solo ai dipendenti pubblici con qualifica dirigenziale. Tutti gli altri progettisti interni continueranno ad usufruire del bonus.
 
Confermata anche l’adozione dei modelli standard, validi su tutto il territorio nazionale, per la presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e la richiesta del permesso di costruire. Governo e Conferenza Unificata hanno già raggiunto l’intesa che ha portato alla diffusione dei modelli standardizzati da usare in tutti i comuni d’Italia.

Scarica il modello standard per richiedere il Permesso di Costruire
Scarica il modello standard per presentare la SCIA

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici viene soppressa a partire da oggi 25 giugno e tutte le sue funzioni passano all’Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza (ANAC). All’ANAC dovranno essere trasmesse tutte le varianti in corso d’opera, insieme al progetto esecutivo, all’atto di validazione e ad una relazione del responsabile del procedimento, entro 30 giorni dall’approvazione da parte della Stazione Appaltante.
 
Via libera anche alla velocizzazione dei giudizi, i cui tempi finora hanno scoraggiato gli investimenti, con l’informatizzazione dei processi, l’invio telematico di comunicazioni e notifiche e il disincentivo delle liti temerarie, punite con un aumento delle spese di giudizio pari al 10% del valore della controversia.

LE NORME SALTATE
Rispetto alla versione iniziale, il testo definitivo non contiene nessun riferimento all’alleggerimento dei requisiti di fatturato e organico che i progettisti devono possedere per poter partecipare ad una gara d’appalto. Secondo le indiscrezioni circolate dopo il Consiglio dei ministri del 13 giugno, il decreto avrebbe dovuto modificare il Regolamento attuativo del Codice Appalti, limitando le condizioni che possono essere richieste dalle Stazioni Appaltanti.

Si sarebbe comunque trattato di un ridimensionamento e non della cancellazione dei requisiti, che invece era stata chiesta al presidente dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, Sergio Santoro, dai progettisti, dall'Oice e dal Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci.

Viene meno anche l’eliminazione della responsabilità solidale dell’appaltatore. Al momento l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell'Iva dovuta dal subappaltatore per le prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto. Gli addetti ai lavori hanno però più volte chiesto la sua eliminazione, sottolineando che in questo modo le imprese devono sopportare oneri aggiuntivi.
 
Salta infine anche la semplificazione dei controlli sui requisiti per la partecipazione alle gare d’appalto. Il testo entrato in CdM prevedeva che fossero prima effettuate le verifiche sulle offerte tecniche ed economiche, mentre quelle sui requisiti per la partecipazione alla gara avrebbero coinvolto solo il primo classificato.
 
Le misure potrebbero in seguito essere inglobate nella riforma degli appalti con cui saranno recepite le nuove direttive comunitarie.
 
I COMMENTI
Sul mancato alleggerimento dei requisiti di fatturato per i progettisti interviene il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori: “nonostante gli annunci e i testi entrati in CdM, le riforme annunciate sono scomparse nel DL 90: un settore fondamentale per l’economia del Pese come quello dell’edilizia, infatti, è stato tout court tagliato fuori”.
 
“Non aver reso maggiormente accessibile il mercato dei lavori pubblici, riducendo i requisiti richiesti ai professionisti per la partecipazione alle gare di progettazione - continua il CNAPPC -, santifica l’esistenza di quelle vecchie regole discriminatorie che hanno finora impedito alla pressoché totalità dei giovani architetti, oltre che alla grande maggioranza degli studi professionali di piccole e medie dimensioni, di partecipare alle gare per l’affidamento di servizi di architettura e di ingegneria. Ciò in violazione ai principi della libera concorrenza a cui si ispirano le più recenti direttive europee in materia di appalti.”
 
“Evidentemente manca il coraggio per fare riforme vere e si rimane ostaggio di quella burocrazia che sta affondando lentamente e inesorabilmente l’Italia. Non aver smontato il coacervo opaco di norme e di procedure defatiganti che ostacolano gli investimenti e la qualità dell’architettura condanna il Paese all’abusivismo e - come se non bastassero le recenti vicende Expo e Mose - alla corruzione e al malaffare” - concludono gli architetti.



 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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leo

si mo tutti Renzo Piano.... ma va.. va

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filippo rossi

Fantastico. I "modelli unici " per il PdC e òa SCIA là dove chiedono i dati dei tecnici richiedono un'email e NON una PEC!!!!! Ma non si dovrebbe informatizzare tutto? E allora cosa ci obbligate ad avere la PEC, se poi non ce la fate usare. Sapete quanto si rispermierebbe di spese postali all'anno noi tecnici se venisserio abilite le raccomandare A/R e magari le marche da bollo?

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paolo : dipendente pubblico

Da dipendente pubblico ritengo giusta l'abolizione del 2%. (meglio se totalmente ) il dipendente è gia pagato per lavorare...nel momento in cui si accolla le responsabilità che non gli competono il due per cento (lordo e frammentato in molte figure a seconda dei regolamenti interni agli enti) non è una retribuzione corretta (è bassa e non è proporzionale come una tariffa professionale ) L'incentivo potrebbe essere lasciato per chi svolge l'attività di progettazione solo al di fuori del normale "orario di lavoro" con severa vigilanza e previo storno delle spese necessarie all'ammortamento dei mezzi utilizzati ( riscaldamento , luce, pc, plotter, strumenti diagnostici ecc ) Prima (e parlo di cio che accadeva un ventennio fa ) della sua istituzione la progettazione interna avveniva ugualmente ( bene o male ...non generalizzerei ... perchè ho visto progetti scarsi sotto tutti i profili prodotti sia da pubblici sia da professionisti) ; i dipendenti svolgevano il loro lavoro... il dirigente ( già ben pagato e senza tante indennita di risultato ) lo faceva suo firmando il progetto . stop. morale ... un buon 2% risparmiato! cosa potrebbe accadere con l'abolizione?... che i dipendenti abituati allo zuccherino ora incrocino le braccia... e su questo occorre la vigilanza di un organo superiore. ... e soprattutto .... ZERO incarichi esterni !!! che non sono necessari (dimostrato dal fatto che in questi ultimi anni la quasi totalità dei progetti è stata fatta internamente ) ...per i piccoli comuni o enti non dotati di tecnici ... affidarsi ai centri di progettazione di enti organicamente piu strutturati (era gia previsto dalla normativa... )

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Giovanni da Udine

Sono più di 36 anni che lavoro ininterrottamente SOLO per Enti Pubblici. Se mi è consentito portare la mia esperienza dirò che in questi 36 anni ho trovato rarissimi tecnici dipendenti in grado di produrre progetti di qualità sotto il profilo architettonico e tecnico. D'altronde, come osserva "un Libero Professionista incazzato nero" non mi risulta che nessuno dei grandi progettisti italiani (ingegneri come Nervi o architetti come Piano) siano mai usciti da un Ufficio Tecnico Comunale. Per quanto riguarda il discorso del 2% osservo che a noi professionisti "puri" non ce ne fregherebbe una benemerita mazza se non facesse il pari con la decimazione delle parcelle mirata solo a far risparmiare gli enti pubblici rendendo al contempo prevaricante sui liberi professionisti il ruolo dei semi-professionisti, dei dilettanti e degli amatori del settore che (ovviamente part-time) invadono la libera professione pur facendo altro come attività primaria. E i risultati si vedono.

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Giovanni da Udine

Sono più di 36 anni che lavoro ininterrottamente SOLO per Enti Pubblici. Se mi è consentito portare la mia esperienza dirò che in questi 36 anni ho trovato rarissimi tecnici dipendenti in grado di produrre progetti di qualità sotto il profilo architettonico e tecnico. D'altronde, come osserva "un Libero Professionista incazzato nero" non mi risulta che nessuno dei grandi progettisti italiani (ingegneri come Nervi o architetti come Piano) siano mai usciti da un Ufficio Tecnico Comunale. Per quanto riguarda il discorso del 2% osservo che a noi professionisti "puri" non ce ne fregherebbe una benemerita mazza se non facesse il pari con la decimazione delle parcelle mirata solo a far risparmiare gli enti pubblici rendendo al contempo prevaricante sui liberi professionisti il ruolo dei semi-professionisti e dei dilettanti del settore che (ovviamente part-time) invadono la libera professione pur facendo altro come attività primaria. E i risultati si vedono.

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Un Libero Professionista incazzato nero.

Ma cosa vi aspettavate da uno degli eredi di Visco (ex PC, PDS, PD-L)? Vi ricordo che gli autonomi, e quindi i Liberi Professionisti, sono sempre stati ritenuti, per antonomasia, gli evasori per eccellenza, i responsabili del disatro di questo paese, la "casta", coloro che "GRAVANDO SULLE CASSE DELLO STATO HANNO GENERATO QUESTO DEBITO PAUROSO". Al contrario i tecnici pubblici dipendenti, con il loro 2%, forti della loro grande esperienza in campo progettuale (architettonico, urbanistico, strutturale, impiantistico, ecc.) non pesando sulle casse dello Stato (acquistando a proprie spese computer, software, aggiornamenti,ecc. sotenendo spese per locazione di studio, coomercialista, ecc.) con grande spirito di sacrifcio e abnegazione, ed offrendo un prodotto progettuale degno della grande tradizone progettuale italica (Nervi, Michelucci, Rossi, Morandi, Piano, ecc. )consentono a questo "Paese" di primeggiare a livello mondiale sul panorama della progettazione e realizzazione di opere di ingegneria ed architettura e generare un notevole risparmio di risorse economiche, a beneficio del popolo Italiano. Che paese di "cacca" (con tante scuse per la cacca)

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Leo

Ma perchè ci tenete così tanto che venga eliminato l'incentivo del 2%?..... a forse perchè così leccando il c..o a qualche politico potrete avere il vostro lauto incarico per fare quattro cazz... che possono fare benissimo i ben preparati tecnici interni.

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gabriele

una buona legge


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