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NORMATIVA

Riforma Catasto, funzioneranno così le commissioni censuarie

di Paola Mammarella

Il decreto non convince le associazioni, non è chiaro a chi ci si deve rivolgere per il riesame della rendita

Vedi Aggiornamento del 09/10/2015
Commenti 17635
24/06/2014 – E' partita la riforma del Catasto. ll Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha varato la bozza di decreto legislativo che definisce il funzionamento delle commissioni censuarie, chiamate alla revisione dei valori immobiliari e delle rendite.
 
Il sistema, previsto dalla Legge Delega Fiscale, sarà basato su una commissione censuaria centrale e su commissioni locali, con sezioni articolate nei diversi capoluoghi di regione.
 
Nelle commissioni censuarie locali, le sezioni hanno competenze in materia di catasto terreni, catasto urbano e revisione del sistema estimativo.
 
Ogni sezione è composta da sei componenti, di cui due scelti tra quelli proposti dalla sede territorialmente competente dell’Agenzia delle Entrate, uno scelto tra quelli proposti dall’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e tre nominati dal Prefetto su indicazione degli ordini professionali e delle associazioni di categoria del settore immobiliare.
 
La Commissione censuaria centrale è invece formata da venticinque componenti e nella sezione per la riforma del sistema estimativo conta su docenti universitari nominati dal Ministero dell’Istruzione sentite le associazioni di categoria.
 
Tra i compiti della commissione centrale c’è quello di decidere, entro 90 giorni, sui ricorsi presentati dall’Agenzia delle Entrate contro le decisioni delle commissioni censuarie locali.
 
L’impostazione del decreto non convince le associazioni del settore. Secondo Confedilizia, il testo non rispetta il contenuto della delega e cerca di limitare l’intervento delle commissioni censuarie nella definizione del nuovo catasto.
 
In generale, non è chiaro a chi debba rivolgersi il cittadino che vuole far riesaminare la rendita catastale attribuitagli per la revisione del sistema che, come già spiegato, dovrebbe portare ad un allineamento con i valori di mercato senza però far aumentare il gettito, cioè le tasse a carico dei proprietari degli immobili.
 
Qualche richiesta di correzione o di chiarimento potrebbe però arrivare durante l’esame da parte delle Commissioni di Camera e Senato. Ricordiamo infatti che i testi dei decreti legislativi vengono sottoposti ad un esame delle Commissioni parlamentari competenti, che spesso suggeriscono al Governo modifiche o integrazioni.



 

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Altri commenti
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Giovanni

Incazzato nero ha più che ragione: è un delirio alleare il catasto al mercato, che oltretutto fluttua con gli anni. E poi non è giusto penalizzare alcuni , che oltretutto vivendo in posti come Roma o Milano già scontano un costo dell avita mediamente più caro che in provincia, pur a fronte di stipendi uguali a quelli di chi vive in realtà più economiche (a meno che non siano donne: in tal caso lo stipendio è comunque il 30% in media in meno rispetto ai colleghi uomini che fanno lo stesso lavoro a parità di competenza, qualifica e posizione. Dati CGIA Mestre anche questi, purtroppo.

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Incazzato nerop per le solite ingiustizie

Allineare le rendite catastali ai valori di mercato?! Ma siamo pazzi? Se c'è una cosa fluttuante ed incenrta questa è il valore di marcato di un immobile. Gli stessi 60 mq di casa a Pistoia valgono una cifra, a Firenze il triplo ed a Forte dei Marmi o milano dieci volte tanto. Allora chi vive in un trilocale di 60 mq a Firenze è più ricco ed ha una rendita più alta di chi vive in un trilocale di 60 mq a Pistoia? Chi vive in 60 mq a Milano non ha cucina-camera-salotto -wc come quello di Pistoia? Chi vive in 60 mq a Milano o firenze ha forse 4 camere da letto, un salone triplo e 4 bagni con Jacuzzi, affinché la sua casa abbia "rendita" quintupla di chi vive in 60 mq a Pistoia? Un mq è un mq ovunque ed il suo valore deve essere lo stesso ovunque, magari con fattori correttivi per la zona (in centro è meglio che in periferia ovunque) o pr lo stato di conservazione (una casa vecchia e cadente con imnpianti che cadono a pezzi non può valre quanto una nuova e a norma. Ma basta questo. La Costituzione dice che i cittadini sono uguali ed hanno uguali diritti e doveri, non dice che chi vive in una grande città debba essere penalizzato rispetto a chi vive in provincia, né che è una "colpa" essere nati e residenti in un posto famoso e turistico ...