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NORMATIVA

Tasi, dal Mef le risposte ai dubbi dei contribuenti

di Paola Mammarella

Pagamento il 16 giugno se le aliquote sono state decise entro il 23 maggio. Per gli altri rinvio al 16 ottobre

Vedi Aggiornamento del 30/03/2015
Commenti 11854
10/06/2014 – Contribuenti alle prese con il pagamento della Tasi. Per rispondere ai dubbi, alla vigilia del versamento del 16 giugno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato una serie di Faq spiegando che il proprietario deve pagare sia l’Imu (a eccezione delle abitazioni principali) che la Tasi e che la somma delle due aliquote non può superare il 10,6 per mille.
 
Il Ministero ha inoltre ricordato che per il 2014 l’aliquota massima della Tasi non può eccedere il 2,5 per mille e che il Comune può deliberare una maggiorazione della Tasi pari allo 0,8 per mille, da ripartire tra abitazione principale e altri immobili. La Tasi da pagare va calcolata sui mesi di possesso dell’immobile. Si conteggia per intero il mese nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per almeno 15 giorni. I fabbricati rurali strumentali pagano la Tasi all’1 per mille. Su questa tipologia di immobili non sono ammessi aumenti.
 
Il Mef ha anche spiegato che nel caso in cui un fabbricato sia posseduto da due soggetti con percentuali di proprietà diverse, ogni proprietario paga in base alla propria quota e applica l’aliquota relativa alla propria condizione soggettiva. Pertanto, se uno solo dei comproprietari ha adibito ad abitazione principale l’immobile, solo questo applicherà l’aliquota, pari al 3 per mille, e l’eventuale detrazione deliberate dal comune. Se, invece, entrambi i proprietari utilizzano l’immobile come abitazione principale, la detrazione va ripartita in parti uguali anche se le quote di proprietà sono diverse.
 
Facendo un esempio in cui l’immobile ai fini della Tasi ha un valore di 84 mila euro (che si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per 160, il moltiplicatore applicato agli immobili residenziali anche ai fini Imu), A è proprietario del 30%, B del 70% e il Comune ha deliberato per l’abitazione principale l’aliquota Tasi del 2,8 per mille e una detrazione di 200 euro.

A calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 30% = 25.200 Imponibile Tasi) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56). Dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (70,56 – 100). A non paga, quindi, la Tasi essendo la detrazione superiore all’imposta.

B calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile Tasi) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (58.800 : 1.000 x 2,8 = 164,64). Dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (164,64 – 100) e paga quindi 64,64 euro.
 
Se l’immobile è locato, l’occupante versa la TASI nella misura compresa tra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo dell’imposta, in base alla percentuale stabilita dal comune nel proprio regolamento, mentre la restante parte dell’imposta è corrisposta dal proprietario. Se il Comune non ha invece previsto nessuna percentuale, il locatario paga la quota minima del 10%.

Facendo un esempio pratico, se il Comune ha fissato all’1 per mille l’aliquota per gli immobili locati e al 2,5 per mille l’aliquota per l’abitazione principale, l’imposta è determinata applicando l’aliquota dell’1 per mille prevista dal comune, senza tenere conto dell’eventuale utilizzazione dell’immobile da parte dell’inquilino a titolo di abitazione principale. L’imposta così determinata deve essere ripartita tra proprietario e inquilino sulla base delle percentuali stabilite dal comune. Ad ogni modo, il proprietario non è responsabile del mancato pagamento da parte dell’inquilino.

Il versamento della Tasi non avverrà in contemporanea in tutta Italia. A pagare il 16 giugno saranno infatti solo i Comuni che hanno deliberato le aliquote e le detrazioni di imposta entro il 23 maggio. Per gli altri è intervenuto un decreto, approvato venerdì scorso in Consiglio dei Ministri.
 
Riprendendo i contenuti del ddl Irpef – Spending Review, la nuova norma, adottata per evitare il vuoto normativo che si creerebbe se il ddl Irpef – Spending Review non fosse convertito in legge entro il 16 giugno, stabilisce che i Comuni “ritardatari” dovranno adottare le delibere entro il 10 settembre e per il pagamento ci sarà tempo fino al 16 ottobre. Nel caso in cui i Comuni non deliberino entro il 23 settembre, la Tasi sarà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre.

Ricordiamo che il sistema di tassazione sugli immobili è cambiato con la Legge di Stabilità per il 2014, che ha introdotto la IUC, imposta unica comunale, composta da Imu (Imposta municipale unica), Tari (Tributo per la raccolta dei rifiuti) e Tasi (Tassa sui servizi comunali, come ad esempio trasporti e illuminazione). Le prime case, a eccezione di case di lusso, ville e castelli, rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9, non pagheranno l’Imu, ma dovranno invece corrispondere la Tari, commisurata ai metri quadri dell’immobile o ai rifiuti prodotti, e la Tasi, che va pagata sia dal possessore sia dall’utilizzatore dell’immobile in base al grado di utilizzo dei servizi comunali.



 

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Altri commenti
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Thanks phoenix, hope

Thanks phoenix, hope you're right!Katie and Matt - so nice of you to leave a cmoment :) It must be so nice to have Mary Thomas sleep through the night. Since Chloe was born one month after Mary Thomas (April 14), I guess I've only got a few weeks of these sleepless nights left then, right? Fingers crossed :)Roshni - I'm hanging in but hoping its weeks instead of months, lol!

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giovanni

è giusto pagare le tasse ma chi ha 2 case tra cui la 2 beneficiano i figli d'estate e un abuso far pagare tutto il doppio preciso che sono monoreddito


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