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PROFESSIONE

Progettazione, no agli affidamenti diretti alle Università

di Paola Mammarella

Tar Abruzzo: se la prestazione rientra nel Codice Appalti l'Ente pubblico deve bandire una gara

Vedi Aggiornamento del 01/09/2014
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05/06/2014 – L’affidamento degli incarichi professionali da parte di una Pubblica Amministrazione deve avvenire in condizioni di parità. Anche se i servizi di progettazione e supporto tecnico sono complessi, deve essere sempre bandita una gara e non si può optare a priori per la collaborazione con una università.
 
Sono queste le conclusioni cui è giunto il Tar Abruzzo che, dopo aver rimesso la questione pregiudiziale alla Corte di giustizia europea, ha emanato la sentenza 476/2014.
 
Nel caso preso in esame, il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) aveva presentato ricorso contro le convenzioni, stipulate da due comuni abruzzesi con due università, per la redazione dei piani di ricostruzione post sisma.
 
A detta degli ingegneri, si trattava di una prestazione inerente all’urbanistica e alla paesaggistica, rientrante quindi nel Codice Appalti e che, come tale, per l’affidamento necessitava di una procedura a evidenza pubblica, che può essere evitata solo per il perseguimento di un interesse pubblico.
 
A detta dei ricorrenti, però, l’interesse pubblico poteva essere escluso dal momento che per lo svolgimento della prestazione era prevista una retribuzione pari al rimborso spese.
 
Di parere opposto i Comuni, secondo i quali affidarsi all’esperienza di una università avrebbe garantito il raggiungimento di migliori risultati nell’interesse collettivo.
 
I giudici hanno fatto notare che il Decreto del Commissario delegato per la ricostruzione 3/2010 ha previsto che ogni Comune si doti del piano per la ricostruzione, cioè di uno strumento programmatorio avente contenuti sia tecnici che economici.
 
Le attività di supporto tecnico per la redazione del piano per la ricostruzione, hanno affermato i giudici, rientrano quindi nei servizi di natura tecnica riconducibili al Codice Appalti.
 
D’altra parte, ha fatto notare il Tar, un contratto a titolo oneroso stipulato tra un operatore economico e una Pubblica Amministrazione è un appalto pubblico. Nella spiegazione il Tribunale ha specificato che un contratto è a titolo oneroso anche se prevede solo il pagamento del rimborso spese e che si definiscono operatori economici anche quelli senza scopo di lucro.
 
Dal momento che, hanno concluso i giudici, l’eccezionalità degli eventi sismici non può costituire una deroga alla normativa vigente, le convenzioni stipulate con le università sono state annullate.

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