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NORMATIVA

Decreto efficienza energetica, il Parlamento chiede regole uniformi

di Paola Mammarella
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Ecobonus stabile e norme comuni sulla certificazione energetica per il via libera al decreto che recepisce la Direttiva 2012/27/Ue

Vedi Aggiornamento del 28/07/2014
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24/06/2014 – Stabilizzare l’Ecobonus e creare un quadro di regole uniformi per la certificazione energetica degli edifici. Queste, in sintesi, le condizioni poste dalle Commissioni Industria del Senato e Attività produttive della Camera per il via libera al decreto legislativo che recepisce la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.
 
Secondo la Commissione Industria del Senato, i contenuti del decreto potrebbero essere migliorati stabilizzando le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (Ecobonus)e allo stesso tempo facendo in modo che queste risultino convenienti rispetto a quelle riconosciute per i lavori di ristrutturazione edilizia.
 
Oltre alla stabilizzazione, è stato chiesto di prevedere che gli interventi di riqualificazione energetica da realizzare ogni anno sugli immobili della Pubblica amministrazione comprendano non solo quelli delle amministrazioni centrali, ma anche gli immobili di proprietà delle Regioni e degli altri Enti territoriali.
 
La Commissione ha inoltre proposto di potenziare gli strumenti del conto termico e dei certificati bianchi a favore delle Pubbliche Amministrazioni che non beneficiano dell’Ecobonus, così come di prevedere appositi incentivi per le aziende che, grazie agli interventi di efficientamento, conseguono risparmi sui consumi di energia primaria.
 
È stato infine chiesto che, all’interno del Fondo nazionale efficienza energetica, ci sia una sezione dedicata al sostegno delle reti di teleriscaldamento e che le spese per l'allaccio alla rete di teleriscaldamento siano inserite tra quelle incentivate con l’Ecobonus.
 
Dal canto suo, la Commissione Attività produttive della Camera ha chiesto un quadro di regole semplici ed omogenee per la certificazione energetica degli edifici, la valutazione delle prestazioni degli impianti e degli involucri, la definizione delle competenze professionali, i controlli e le sanzioni.
 
Ma non solo, perché tra le condizioni per il via libera è stato posto lo stanziamento di ulteriori risorse per l’efficientamento energetico degli immobili della PA.
 
Le condizioni poste dal Parlamento dovranno ora essere valutate dal Consiglio dei Ministri, che valuterà se e come recepirle prima dell’approvazione definitiva del decreto legislativo.
 
Ricordiamo che il decreto per il recepimento della Direttiva 2012/27/Ue prevede un piano di recupero degli edifici statali, l’istituzione di un Fondo nazionale per l’efficienza energetica, che fino al 2020 potrebbe raggiungere una dotazione di circa 400 milioni di euro, e le diagnosi energetiche dei siti produttivi, che le imprese dovranno effettuare entro il 5 dicembre 2015 e poi ogni quattro anni.



 
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