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Ultimi giorni per la mostra 'Evidence' di Ai Weiwei a Berlino

di Valentina Ieva

La prima grande rassegna in Germania dell'artista cinese al museo Martin-Gropius Bau

Foto © Mathias Völzke
Foto © Ai Weiwei
Foto © Jansch
Foto © Mathias Voelzke
Foto: Ai Weiwei, 2012, © Gao Yuan
10/07/2014 - Volge al termine l'importante retrospettiva 'Evidence' di Ai Weiwei allestita nelle 18 sale del museo Martin-Gropius Bau di Berlino. La prima grande personale dell'artista cinese in Germania, occupa ancora per pochissimi giorni (fino a domenica 13 luglio) una superfice di tremila metri quadrati.

Nella capitale tedesca l'artista ha portato alcune delle sue opere mai esposte in Germania o realizzate per l'occasione, tra fotografie, documentari e installazioni. La sala principale del museo accoglie l'installazione intitolata Stools (2014): una fitta distesa di seimila sgabelli di legno, che riempie di contemporaneità l’antico Museo delle Arti Decorative.

Il titolo della mostra, Evidence, concepita dall'artista e architetto nel suo ampio e semplice studio nella periferia rurale di Pechino, è tratto dalla terminologia giudiziaria frequente nelle serie poliziesche americane.

Quello di Ai Weiwei è anche un messaggio politico, che illustra la situazione cinese, attraverso la sua vicenda personale: tra le istallazioni esposte, vi è la riproduzione della cella dove l’artista è stato tenuto in isolamento tre mesi nel 2011 dopo essere stato arrestato per aver espresso in un blog la sua opposizione al governo cinese. I provvedimenti del regime, così come il suo attivismo politico, sono diventati parte dell'arte concettuale di Ai Weiwei, che può viaggiare soltanto in Cina ma sorvegliato da agenti sotto copertura. 
 

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